La manifestazione
Piante aggressive a San Rossore
Danilo Renzullo
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I volontari di Legambiente I volontari di Legambiente fanno opera di difesa
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PISA. Terminato il secondo e ultimo turno nel campo estivo di volontariato di Legambiente nella tenuta di San Rossore. Un appuntamento che si rinnova da nove anni in sintonia con l'Ente Parco. Protagonisti 24 volontari di diversa età provenienti da tutta Italia. Divisi in due turni di due settimane ciascuno, hanno aiutato, con la collaborazione degli esperti del Parco, a mantenere e ripristinare l'ambiente. Il lavoro si è concentrato sul taglio e il controllo di due piante invasive: l'ailanto e la robinia. Piante originarie di altri continenti (Asia e America del Nord) che, importate nei nostri ambienti, si riproducono e crescono con ritmi molto elevati sostituendosi ed impedendo la crescita delle piante autoctone, con inesorabili modifiche all'ecosistema. Anche sul Parco di San Rossore incombe questo pericolo. Tuttavia, fin dal 2005, grazie al lavoro del circolo Legambiente di Pisa, è iniziato un percorso per il controllo e la distruzione degli "invasori", attraverso una tecnica che combina il taglio con l'uso di diserbanti allo stato puro. Ogni anno, in media, vengono trattate circa 15mila piante, con risultati più che soddisfacenti. «Il valore principale - afferma Marco Ricci, presidente Legambiente Pisa - è l'educazione alla conoscenza e alla tutela del territorio». I volontari, infatti, nel periodo del campo hanno affrontato discussioni riguardanti le questioni ambientali, i temi del cambiamento climatico, della crisi energetica e del problema dei rifiuti, adottando anche uno stile di vita "sostenibile": alimentazione basata su prodotti locali, possibilmente di produzione biologica o del commercio equo, raccolta differenziata e uso della bicicletta per gli spostamenti (grazie anche alla collaborazione della ciclofficina del Progetto Rebeldia). Un'esperienza quindi non solo di lavoro, ma anche di socializzazione e di formazione, tutto in stretto contatto con la natura.
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