Il Tirreno

Pisa

Derivati. Una delle banche coinvolte, Dexia Crediop, sta valutando di fare ricorso in Italia e in sede europea

«Ora Londra può chiudere la pratica»

Il palazzo della Provincia in piazza Vittorio Emanuele II
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Il palazzo della Provincia in piazza Vittorio Emanuele II

Lo chiede la Provincia al tribunale inglese dopo la sentenza del Consiglio di Stato

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 PISA. Ricevuta con particolare soddisfazione la sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda dei derivati, la Provincia di Pisa rilancia e chiede alla corte di Londra la chiusura del giudizio.  Tale richiesta partirà nei prossimi giorni, come conferma il direttore generale della Provincia, Giuliano Palagi: «Trasmetteremo la documentazione al giudice inglese. Per noi non ha più senso proseguire nel procedimento londinese dopo questa sentenza».  Al tribunale londinese avevano portato la questione le banche Dexia Crediop e Depfa, che sono la controparte dell'amministrazione provinciale in questa storia cominciata nel 2007. Quando tra la Provincia e le due banche era stato stipulato un accordo per un'operazione di ristrutturazione del debito dell'ente, tradotta in un bond da 95,5 milioni di euro e due derivati di copertura.  L'amministrazione aveva poi denunciato la presenza di costi occulti e da qui l'avvio di una battaglia legale. Il Consiglio di Stato ha dato ragione all'ente, che aveva deciso di sospendere il pagamento delle rate alle banche (annullamento in autotutela). Inoltre è stato stabilito che la competenza sugli atti relativi alla ristrutturazione del debito è della giustizia amministrativa e non di quella ordinaria. Dunque, se la giustizia amministrativa deciderà per la validità dell'annullamento dell'atto amministrativo decadrà anche il contratto firmato nel 2007.  Ma una delle due banche, la Dexia Crediop, non si arrende. E in una nota dichiara di valutare la possibilità del ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato «in Italia e in sede comunitaria».

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