Italia
Gipi, più applausi che premi
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Il regista Gianni Pacinotti tra i due attori Gabriele Spinelli e Anna Bellato, alla presentazione veneziana del film Al film del regista pisano due riconoscimenti collaterali
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PISA. "L'ultimo terrestre", esordio cinematografico del pisano Gipi e film più applaudito della 68ª Mostra internazionale d'arte cinematografica, a Venezia vince due premi collaterali: quello della Fondazione Mimmo Rotella e "Miglior film italiano" per Arca CinemaGiovani. Ma niente nella cerimonia di ieri sera, la più importante. Si chiude un'avventura che l'autore definisce «incredibile» e comincia lo sbarco sui grandi schermi. Ricostruiamo i giorni della mostra con alcune cartoline. Il primo clic è l'auto-pronostico di Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, fatto venerdì: l'unico riconoscimento che il lungometraggio potrebbe ottenere è un premio all'attore protagonista Gabriele Spinelli (anch'egli pisano), «perché la sua recitazione è la parte migliore del film». Ieri mattina Gipi ha ritirato il premio Arca CinemaGiovani e ha detto di essere «molto contento, perché vorrei che il mio pubblico fosse della vostra età». La giuria è formata da ragazzi tra 18 e 26 anni selezionati dall'Arca, associazione culturale del gruppo Enel: aspiranti giornalisti e critici che hanno seguito la rassegna; nel loro stand ufficiale al Lido, si sono svolti incontri con i professionisti del settore. Seconda cartolina: giovedì e quei quasi 15 minuti di applausi, visti dal «Gianni, Gianni» che il pubblico acclamava. «Non ci ho capito niente», confessa Gipi: «Per me è come se fossero durati due secondi». Si schermisce: «In realtà non applaudivano il film, ma l'idea, la speranza che gli extraterrestri vengano a liberarci dal male». E aggiunge una nota «pessimista: se aspetti la soluzione dal cielo, non stai molto bene». Ancora un altro flash: ogni film "deve" organizzare due party; uno per la giuria e uno per la stampa. In queste occasioni il glamour delle terrazze veneziane raggiunge apici «incredibili». E Gipi, anticonformista, timido, ha trovato il tutto «divertente» e, ripete, «incredibile!». Inevitabile, invece, una domanda sui suoi prossimi impegni: Gipi farà un fumetto o un sequel del film? Il regista dà una dimostrazione di serietà: «No» secco è la sua risposta; il progetto della Fandango, in collaborazione con Rai Cinema, è nato per realizzare un lungometraggio, senza speculazioni con prodotti di contorno. Ma lo stesso Gipi si lascia una porta aperta: «A meno che tra dieci anni non mi venga voglia di raccontare l'esperienza vissuta sul set». Si sa, però, che il desiderio di tornare dietro la macchina da presa è grande: e che il prossimo film sarà tratto dal suo volume illustrato "La mia vita disegnata male", edito da Coconino Press. Si sa pure che Domenico Procacci, il fondatore della Fandango ha creduto molto in Gipi e con "L'ultimo terrestre" si lancia in una nuova avventura: Fandango ne cura anche la distribuzione, mentre finora era stata solo una casa di produzione. Persone a lui vicine assicurano che Procacci è molto contento di come sta andando. Il test casalingo è indicativo: venerdì sera al Cinema Nuovo sono stati staccati 90 biglietti; per la dimensione della sala è andata molto bene. Ultima cartolina di ieri: migliaia di persone scrutano ogni movimento in Laguna. Alle 14,30 si vede il presidente di giuria Darren Aronofsky: «Hanno deciso». Alle 18 qualcuno giura di aver visto tornare George Clooney. Gipi parte il pomeriggio. Gianluca Campanella ALTRO SERVIZIO a pagina 27
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