Il Tirreno

Pisa

Cassonetti ai confini comunali

Francesco Loi
Alcuni rifiuti ieri mattina in via San Jacopo
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Alcuni rifiuti ieri mattina in via San Jacopo

Pendolari dei rifiuti, così l'assessore vuole fermarli

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 PISA. «Visto? A discuterne, pur in mezzo a qualche polemica, qualche risultato si ottiene», sorride Federico Eligi, assessore comunale all'ambiente. «E così finalmente riusciamo a riunirci: tutti insieme ci misureremo e cercheremo le soluzioni migliori». L'atteso incontro ci sarà giovedì prossimo, a Palazzo Gambacorti. Sul tavolo il caso dei rifiuti che sommergono i cassonetti nei punti di confine tra Pisa ed i comuni più vicini.  Neanche il rischio di beccarsi una multa da 500 euro ferma la spinta al degrado. Ieri mattina, in via San Jacopo, la "discarica" è stata ulteriormente rifornita da chi non vuole adeguarsi ai meccanismi del porta a porta. E soprattutto non si fa problemi nel commettere un gesto di lampante inciviltà.  L'invito all'incontro è stato fatto partire dal sindaco attraverso il dirigente del piano strategico. Destinatari i sindaci dei Comuni dell'area pisana, oltre che Geofor, la società di gestione dei rifiuti. Perchè la questione, ora affare soprattutto di San Giuliano e Vecchiano, è destinata o almeno rischia di allargarsi anche ai confini di Calci (dove il porta a porta è stato avviato, togliendo i cassonetti) e di Cascina (dove si comincerà tra qualche mese).  Tutti, da Lunardi a Panattoni allo stesso Eligi, auspicavano un momento di confronto. Che arriverà dopo diverse polemiche. La provocazione-minaccia di Pisa teoricamente intenzionata a sanzionare San Giuliano e Vecchiano per i comportamenti scorretti dei propri residenti è stata benzina sul fuoco. E al vertice si arriverà non dalle medesime posizioni.  Se Lunardi e Panattoni aspettano il confronto, il presidente della Geofor, Paolo Marconcini, la sua l'ha già detta chiaramente: «Non si può impedire ai Comuni di compiere libere scelte e quindi condannare il porta a porta, che peraltro sta dando notevoli risultati. La strada può essere semmai quella di uniformare i sistemi, introducendo il porta a porta nei quartieri periferici di Pisa».  Eligi ha letto e riflettuto sull'ipotesi di Marconcini. «Non mi convince. Cosa impedisce alla persona che si comporta in un certo modo, di fare lo stesso appena qualche metro più avanti? Mesi fa avevo discusso con San Giuliano di una possibile sperimentazione, coinvolgendo famiglie pisane di via San Jacopo. Ma le perplessità restano». Ancora l'assessore: «Tutti d'accordo sulle sanzioni, tanto, dicono i sindaci, è un fenomeno che interessa alcuni singoli. Singoli? A me dà noia un sacchetto, figurarci se ce sono 150. Tutto questo rispettando pienamente l'autonomia di scelta degli altri Comuni, ci mancherebbe. Ma quando si prendono certe decisioni, si deve pensare anche alle conseguenze che si riversano sugli altri territori».  E allora, da parte di Eligi, scatta una controproposta: isole ecologiche ai confini, ma dentro i comuni limitrofi. «Così chi non vuole fare il porta a porta ha una soluzione». Esempio concreto: «Per la via San Jacopo, mettiamo una batteria di cassonetti prima del Fiume Morto, all'interno del comune di San Giuliano Terme. E lo stesso dovremmo fare nei punti critici di confine».  Ogni Comune poi, aggiunge, «dovrà governare queste isole e quindi i comportamenti dei propri cittadini, senza che i problemi come succede ora, ricadano tutti su Pisa, oltre ad andare a incidere sulla nostra indifferenziata. Costi e dati sulla raccolta dovranno essere riequilibrati e di questo dovrà farsi carico il gestore, che è lo stesso per tutti i comuni coinvolti».

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