Sicurezza
Scuola, scarseggiano i bidelli
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La classe di un istituto superiore Il sindacato: «In alcuni plessi un solo custode. E se si ammala?»
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PISA. Con l'assunzione di 179 docenti, 197 collaboratori scolastici, 17 amministrativi e 15 tecnici della provincia di Pisa, fino ad oggi precari, tutti i posti al 31 agosto vacanti nella scuola sono stati coperti. Il dato viene fornito dal sindacato Cisl a pochi giorni dalla prima campanella fissata per mercoledì 14 settembre. I bidelli. Ma i problemi non mancano, specie per il numero dei bidelli. Nonostante molti siano stati recentemente stabilizzati, il numero dei bidelli nelle scuole negli ultimi tre anni si è ridotto drasticamente. «Con il blocco del turn-over diversi plessi ne hanno ormai uno solo. E se si ammala?», si chiede preoccupata Giuseppina Canuso, segretario provinciale di Cisl Scuola. Le assunzioni. Tornando alle assunzioni, sono entrati stabilmente in servizio 42 insegnanti alla scuola dell'infanzia, 11 alla primaria, 46 alla scuola secondaria di primo grado, 30 alla secondaria di secondo grado. 50 i docenti del sostegno assunti. Tra il personale non docente 197 collaboratori scolastici, 17 amministrativi e 15 tecnici. Casi in sospeso. Devono risolvere la situazione una decina di amministrativi che nel frattempo avevano sostenuto un concorso. E poi: dodici docenti che la commissione medico-legale ha giudicato inidonei all'insegnamento riscontrando alcune patologie. «Questi insegnanti - commenta Canuso - sono stati o saranno assegnati ad altri servizi: per esempio lavoreranno in amministrazione o nelle biblioteche; stiamo facendo pressioni perchè mantengano il contratto da insegnante con cui erano stati assunti e non vengano declassati ad Ata, perdendo in busta paga da 100 a 500 euro al mese». Docenti dal Sud. Infine, c'è il caso di una decina di insegnanti provenienti dal Sud, in particolare da Sicilia, Puglia e Calabria. Iscritti alla graduatoria ad esaurimento stilata dall'Ufficio scolastico provinciale di Pisa, hanno un punteggio alto perchè nelle regioni di origine avevano prestato servizio a lungo. Secondo il regolamento emanato a suo tempo dal ministero, erano andate, inizialmente, in coda alla graduatoria, precedute dalle colleghe "locali". Contro quel regolamento si è espresso il Tar del Lazio. A sua volta lo Stato ha fatto ricorso. In attesa della definizione del contenzioso, l'Ufficio scolastico provinciale ha "accantonato" i posti della discordia assegnandoli, per adesso e con contratto a tempo determinato, a docenti locali. Pronto ad assumere i docenti "forestieri" se in ultimo grado di giudizio saranno riconosciute le loro ragioni. I vicepresidi. Da quest'anno molti dei vicepresidi non potranno più godere dell'esonero totale (o anche solo parziale) dall'insegnamento. Con quale effetto? «Certamente ne risentirà la funzionalità della scuola: in questi anni i vicepresidi si sono rivelati ottimi collaboratori dei dirigenti scolastici, supplendoli in molte mansioni. Ma c'è di più: i vicari che avevano l'esonero totale venivano sostituiti da colleghi con contratti annuali. Si sono persi, dunque, diversi posti di lavoro».
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