Il Tirreno

Pisa

Ragazzina rom molestata al semaforo

Candida Virgone
Ragazze che chiedono l’elemosina ai semafori (foto d’archivio)
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Ragazze che chiedono l’elemosina ai semafori (foto d’archivio)

Invitata a salire in auto e palpeggiata ripetutamente da un anziano automobilista

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 PISA. Ieri mattina. Ore 9.30. Al semaforo dopo la grossa rotatoria di Cisanello, quello in parallelo con l'ospedale, sulla tangenziale che porta a Ospedaletto e agli svincoli per la superstrada, c'è una ragazzina rom.  Minuta, capelli lunghi, dimostra meno dei 15 anni che dice di avere. Pantalone blu, maglietta rosa, chiede l'obolo ai passanti, secondo una tradizione ormai consolidata.  È lo stesso semaforo in cui, sedici anni fa, fu lasciata una sorta di bomba giocattolo fatta in casa che straziò due fratellini macedoni.  La scena è stata seguita da una cronista del Tirreno, in diretta. Alla ragazzina ferma a chiedere l'elemosina, ieri, si è avvicinato un signore attempato con una utilitaria bianca. Ha sporto la testa fuori dall'abitacolo, ha iniziato a chiacchierare con la ragazza, poi le ha chiesto chiesto - lo ha raccontato lei - di salire in auto con lui.  La ragazza ha rifiutato, ha spiegato che non poteva e, per tutta risposta lui è sporto ancora di più palpandole i seni ripetutamente, senza tanti complimenti, quasi aggressivo. La ragazza a quel punto si è sottratta alla stretta con una smorfia al viso e si è allontanata. È arrivato il verde e la coda è ripartita, come se niente fosse. La targa dell'automobilista era leggibile.  La prima reazione è quella di non sottovalutare la gravità di questo episodio, di fronte a una persona che si sente in diritto di mettere le mani su una ragazzina solo perché è sola e forse anche perché la ritiene un elemento socialmente debole.  «Di episodi del genere mi hanno parlato alcui operatori - dice Simone Consani, della Società della salute - ma sarebbero avvenuti molti anni fa. Se riuscissimo ad avere notizia di quelli che accadono oggi e a registrarli potremmo intervenire. È importante dunque segnalarli. I molestatori comunque non guardano in faccia nessuno, avvicinano chiunque, chiaramente si sentono anche più forti con persone che ritengono socialmente più attaccabili».  «Spesso i genitori nomadi mi raccontano che minorenni, ragazzini dai 10 anni in su, vengono molestati sessualmente ai semafori». Lo racconta Sergio Bontempelli, presidente di Africa Insieme. «Capita loro - aggiunge - di ricevere vere e proprie proposte sessuali. Promettendo di portarli al supermercato a fare la spesa o in cambio di 10 euro, chiedono loro di salire in auto o di appartarsi con loro in un parcheggio o in qualche posto isolato. I ragazzi non salgono mai, però, sulle macchine di sconosciuti. I genitori si infuriano, ma, è chiaro, in strada può accadere di tutto».  

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