Finanza
Vinto un bando per la scelta dei materiali nei sistemi di raffreddamento
Nucleare, maxi contratto
Gianluca Campanella
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Da sinistra Ciucci, Aquaro e Zanelli in laboratorio Ingegneri pisani lavoreranno a una centrale francese
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PISA. Il dipartimento di Ingegneria meccanica, nucleare e della produzione dell'Università di Pisa e il Consorzio polo tecnologico Magona di Cecina (Li) hanno vinto un bando europeo per contibuire alla costruzione del secondo reattore atomico più potente del mondo, prevista a Flamanville, in Francia. Il contratto di ricerca, di importo iniziale vicino al milione di euro, richiede la qualificazione dei materiali da usare nei sistemi di raffreddamento: in pratica, i test in laboratorio per identificare il miglior metodo di abbattimento della radioattività contenuta nei gas di scarico della centrale. Il contratto vale per due anni ed è stato commissionato da Edf (equivalente dell'Enel francese). Alla gara hanno partecipato i più importanti centri di studio internazionali: e secondo il professor Donato Aquaro, direttore del dipartimento di ingegneria nucleare, il segreto del successo è stato «aver fatto sistema, operazione non scontata nel mondo accademico». Infatti il bando richiede (per ora, ma l'impegno può crescere) le prove su tre tipi di carboni attivi, su due catalizzatori e due essiccatori. Senza entrare troppo nel tecnico, va detto che i primi, i cosiddetti letti di ritardo, sono di competenza degli ingegneri nucleari; mentre gli altri due, i ricombinatori di idrogeno e i silica gel, sono più argomento da chimici. Pertanto il professore Severino Zanelli, rappresentante di Magona, con il medesimo fairplay di Aquaro da un lato attribuisce il merito della vittoria «quasi interamente al dipartimento»; d'altro canto nota «la controtendenza» creata da questa sinergia, che permetterà anche di assumere dei giovani. Vediamo i due aspetti: gli studi sui letti di carbone sono patrimonio dell'università pisana dagli anni Ottanta e sono entrati nella letteratura internazionale per la loro qualità. Il valore aggiunto di Magona, oltre all'apporto in campo chimico, è costituito dal fatto che il consorzio misto, con una ventina di soci privati, ha «maggiore flessibilità» rispetto al solo pubblico e rende più facile le assunzioni, «che all'università sono quasi impossibili». La commessa di Edf prevede un impegno massiccio per Magona e per il laboratorio di ingegneria nucleare. Non sono quindi escluse future ricadute sull'occupazione. Il dipartimento universitario ha altre attività importanti in corso, tra cui la dosimetria, cioè la misurazione dei livelli di radioattività in tutte le strutture accademiche: è curata da Iliano Ciucci, che controllerà anche le emissioni del nuovo laboratorio. Il reattore di Flamanville, da 1,6 gigawatt, usa la tecnologia Epr: sarà un impianto di generazione 3+, la più avanzata al mondo.
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