Il Tirreno

Pisa

Tre morti folgorati in pochi mesi

C.V.

Sono rimasti uccisi mentre davano la caccia al prezioso metallo

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 PISA. Tre morti, folgorati mentre rubavano il rame, nel giro di un anno. A fare una fine orribile sono stati tre uomini.  Un rom del campo della Bigattiera, colpito da una scossa diversi mesi fa.  Eppoi un giovane straniero morto quattro giorni dopo un tentativo di furto avvenuto alla Siticem di La Vettola, ai primi di giugno. Due suoi complici riuscirono a fuggire, lui fu trovato nel sottosuolo, sotto una cabina elettrica posta all'interno della ex fabbrica che si trova in via Livornese. Era ancora vivo, ma in condiziioni disperate e spirò qualche giorno dopo.  L'ultimo terribile episodio era avvenuto il 27 luglio scorso, quando un ambulante marocchino, noto sulla costa, era stato trovato morto a Calambrone in una cabina dell'Enel, durante il controllo di due tecnici intervenuti proprio perché alcune notti prima, in quel punto del litorale, si era registrato uno strano e forte sbalzo di corrente.  Tutti ovviamente credono che si tratti di impianti dismessi o sottovalutano il pericolo mortale di manipolare cavi dell'alta tensione.  Circostante terribili che sfatano anche il mito secondo cui l'abitudine ad impossessarsi del rame sia attribuibile alle etnie rom, credenza legata al fatto che la lavorazione e il commercio del rame negli ultimi secoli hanno contraddistinto le popolazioni nomadi, fatte per lo più proprio di calderai. I furti in zona sono in buona parte appannaggio dei nomadi, ma fra arrestati e denunciati figurano stranieri di varia provenienza e anche tanti italiani.

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