Attenzione
«Silvio, aiuta i nostri poveri»
Pierluigi Ara
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L’assessore Mario PellegriniAssessore scrive a Berlusconi: non essere generoso solo con Tarantini
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CALCI. Non è la prima volta che Mario Pellegrini, assessore comunale alle politiche sociali, prende carta e penna per scrivere ai potenti. Stavolta si è rivolto a Berlusconi con una lettera aperta che pubblichiamo accanto. «Lo faccio perché mi spinge un anelito di giustizia sociale - spiega. - Vivo quotidianamente con i grandi bisogni della gente, sono stretto d'assedio dai cittadini disperati perché ci sono gli sfratti, incombono le bollette di servizi primari, si espande la disoccupazione, si moltiplicano i casi di precariato mentre la maggior parte dei pensionati, fermi con i loro miseri introiti, non ce la fanno più ad arrivare in fondo al mese. Tento allora la carta dell'appello diretto, magari come questa volta permeando il tutto con l'ironia. Nell'occasione, rivolgemdomi al presidente del consiglio, ho tirato indirettamente in ballo Giampaolo Tarantini, l'imprenditore barese al centro di una complessa vicenda giudiziaria». Pellegrini, da sempre, è impegnato come esponente di Rifondazione e sindacalista. Si racconta: «Ho frequentato le scuole del vecchio Pci al "Marabini" di Bologna e a "Frattocchia", a Roma. Un giorno, nel 1968, sceso dal treno, di ritorno alla capitale, fuori la stazione di Pisa notai per terra una grande busta con la scritta "Mario Pellegrini": conteneva le tessere di iscritti della Dc il cui segretario provinciale era un mio omonimo. Lì per lì rimasi interdetto perché non ero passato in quel luogo per smarrire eventuali documenti. I temi erano quelli che erano con contrapposizione netta anche violenta tra partiti. Andai subito a casa dell'altro Pellegrini per consegnare la busta». Ha creato qualche equivoco questa omonomia. «All'indomani delle ultime elezioni - riferisce l'assessore - ricevetti una cartolina con la scritta "Tutta una vita contro i comunisti, e adesso al loro servizio". Naturalmente il destinario vero era ancora l'altra persona con il mio nome e cognome». La tolleranza e il rispetto dell'avversario rappresentano la bussola di comportamento dell'assessore. «Per esempio, quando incontro Paolo Lazzerini, leader di "Calci nel cuore", oppositore tenace dell'attuale giunta comunale, lo abbraccio e gli esterno la mia stima sul piano personale». «Anticlericale per formazione - aggiunge - provo grande ammirazione, e la esterno, per monsignor Mirello Paoletti, dalla parte dei più sfortunati della società». La sua vita tutta in salita. Ha perduto giovanissimi due fratelli. La lotta per vivere e lavorare (operaio nelle fonderie per 34 anni). Tra i suoi ricordi il nostro giornale che gli dedicò l'onore della prima pagina nove anni fa. «Però - commenta amareggiato - tutti i partiti oggi non sono più quelli pieni di ideali e di sani principi. Purtroppo non fa eccezione neppure la sinistra. La questione morale è drmamatica. Indecente il costo della politica e la povera gente non riesce a tirare avanti».
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