Travaglio e Ferrari portano "Anestesia" sul palco di Metarock
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Il giornalista Marco Travaglio durante lo spettacolo 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Stasera Marco Travaglio e Isabella Ferrari presentano al Metarock 2011 lo spettacolo musicale/teatrale "Anestesia Totale - Il primo spettacolo (poco spettacolare) del Dopo-B", con musiche dal vivo di Valentino Corvino per la regia di Stefania De Santis. L'appuntamento è al parco La Cittadella, posti numerati a sedere, ingresso 20 euro, apertura dei cancelli alle 18.30, inizio dello spettacolo alle 21.30. Si tratta di un esperimento di contaminazione artistica per la prima volta al Metarock. Tra intermezzi musicali ed estratti di articoli del padre del giornalismo Indro Montanelli, lo spettacolo mette in evidenza un'Italia in controluce tra informazione, cronaca e disinformazione. Dice Travaglio: «Citiamo Montanelli perché molti ragazzi non hanno mai avuto la fortuna di leggerlo e credo fermamente che sia stato il più grande giornalista a livello europeo, a suo modo rivoluzionario. Oggi siamo arrivati al punto che non si riesce nemmeno a immaginare il ruolo rivoluzionario del giornalista: se facessero semplicemente il loro mestiere, se non avessero sopra la testa editori impuri, o i partiti, forse non saremmo nella situazione in cui siamo finiti». "Anestesia totale" è totalmente inedito, prova ad immaginare e a esorcizzare il futuro prossimo venturo. Palco spoglio, un'edicola, una panchina, un violinista e due microfoni, Marco Travaglio parla e gli altri ascoltano. Racconta un futuro possibile, ancora in bilico tra presente e passato. Al suo fianco l'attrice Isabella Ferrari, impegnata - tra l'altro - a leggere riflessioni di Indro Montanelli. Il dopo B. si presenta impregnato delle sue scorie radioattive, che hanno contaminato cittadini e plasmato l'informazione. Una misteriosa epidemia che ha cloroformizzato e lobotomizzato un intero Paese riducendolo all'anestesia totale. E proprio dall'analisi di queste macerie, dov'è la lezione senza tempo di Indro Montanelli a illuminare e ad ammonire, che si cerca di trovare la cura per un Paese in cui cittadini hanno perso logica, memoria, verità e solidarietà. Il virus è un sistema che imbavaglia i cittadini, ma comodo al potere di ogni colore. Chi vince prende tutto. Non governa, comanda. Il controllato controlla tutto, anche i controllori. Perché mai chi viene dopo dovrebbe smantellarlo?
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