Il Tirreno

Pisa

IL DIRETTORE DAMONE

«Ma il pubblico offre di più»

G.C.

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 PISA. «Viva il servizio sanitario pubblico!». Non ha dubbi Rocco Damone, direttore generale della Asl 5: non nasconde che in «alcuni prodotti di nicchia il privato possa dire che conviene rispetto a noi»; e ammette pure che «gli aumenti non sono il massimo della popolarità». Ma invita a guardare in generale: «Non c'è paragone con quello che offre il servizio pubblico. Per quanto vituperato, esso ci assiste sin dalla nascita, sottoponendo i neonati a importantissimi screening gratuiti».  Damone trova facile il paragone con gli Stati Uniti, dove negli ospedali non si entra senza carta di credito o assicurazione. E decide di rischiare una strada più impervia: «La Regione ha compiuto uno sforzo molto grosso. Poteva usare il classico slogan "Piove, governo ladro" e avrebbe scaricato su Roma la responsabilità delle maggiorazioni sul ticket. Invece gli aumenti non mettono in discussione il servizio pubblico, perché ricadono su attività marginali». Il direttore generale allora si spinge a ritenere un comportamento «eticamente corretto» quello del cittadino che non scappa dal privato quando si ritrova 3 euro in più per esami di routine, perché in modo indiretto sa che sta «finanziando tutta la filiera».

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