Sicurezza
Bancarelle via dalla piazza
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Unimmagine dellingresso del Museo delle Sinopie in Piazza dei Miracoli, ai cui lati sono le bancarelle visitate dai turisti Ma tra Comune e commercianti non si trova l'accordo
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PISA. «Il futuro? Comunque fuori da Piazza dei Miracoli». Questa l'indicazione, sempre più netta, che esce da Palazzo Gambacorti. «Vediamo davvero se nella piazza non ci possiamo stare», la replica delle associazioni. E' ormai braccio di ferro sul destino delle bancarelle che si trovano di fronte al Duomo e alla Torre, e che dovrebbero spostarsi per consentire i lavori di restauro al Museo delle Sinopie. L'incontro di venerdì in Comune ha ribadito la distanza tra amministrazione e bancarellai. Difficile al momento vedere gli spazi per una soluzione condivisa. Conciliante l'assessore al commercio (e turismo) Giuseppe Forte: «Dobbiamo trovare insieme la soluzione più indolore». Il quadro però è di forte contrapposizione. Il Comune (rappresentato venerdì dallo stesso Forte, dal comandante della polizia municipale Massimo Bortoluzzi e dall'avvocato Giuseppe Toscano) ha ribadito la necessità di un trasferimento, in tempi relativamente rapidi, delle 39 bancarelle che vanno da via Roma a piazza Manin. Ma dove dovrebbero andare? Tra le ipotesi sul tavolo, praticamente una sola risulta quella praticabile: il parcheggio scambiatore di via Pietrasantina e le strade vicine. «Siamo assolutamente contrari e ci opporremo con tutte le nostre forze», il duro commento di Giulio Garzella e Elisabetta Ficeli (vicedirettori di Confesercenti e Confcommercio) al termine della riunione, cui hanno partecipato anche rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Le associazioni di categoria hanno già formulato una controproposta, che ribadiscono: spostare semplicemente le bancarelle dalle mura del museo, avanzando frontalmente di qualche metro in direzione della carreggiata. Così resterebbero nella piazza. Su questo si inseriscono questioni tecniche. Il cantiere per i lavori, secondo le prime indicazioni, dovrebbe richiedere 7 metri di larghezza. Un'esigenza tale da rendere impraticabile la controproposta delle associazioni. Che però non si arrendono: «Proprio su questo punto intendiamo vederci chiaro e, quindi, attendiamo i documenti della conferenza dei servizi dello scorso luglio. Siamo pronti a presentare una nostra perizia per dimostrare come le bancarelle possano essere collocate nella piazza anche in presenza del cantiere». «Gli atti saranno inviati», conferma Forte. Ma la questione sembra molto più politica che tecnica. «La collocazione delle bancarelle in piazza - aggiunge l'assessore - ha comunque, e non certo da ora, un carattere transitorio. I lavori, che ci sono stati richiesti da altri soggetti, l'Opera Primaziale e l'azienda ospedaliera, anticipano solo quanto già previsto in tutti gli atti di programmazione». Il riferimento è soprattutto all'attuale piano del commercio, che già prevede per le bancarelle una futura collocazione nell'area della caserma Bechi Luserna, sull'Aurelia, dove dovrà sorgere il nuovo grande terminal turistico (quando il governo sbloccherà l'accordo complessivo per il piano delle caserme). Di questa soluzione si parla da oltre dieci anni, quando il sindaco era Fontanelli. Poi, altra ipotesi, è anche arrivato il progetto Chipperfield sul ridisegno dell'area del Santa Chiara dopo che sarà stato completato il trasferimento del polo ospedaliero a Cisanello; in questo caso è previsto un loggiato sotto il quale poter collocare queste bancarelle. I piani dunque indicano sempre un futuro esterno alla Piazza dei Miracoli, con l'ipotesi Bechi Luserna che resta quella prevalente. E così, questo in sintesi il ragionamento dell'amministrazione, terminal per terminal, le bancarelle possono già andare nell'attuale terminal turistico cittadino, appunto quello di via Pietrasantina, dove sbarcano tutti i pullman dei turisti diretti alla Torre. «E' chiaro che dovremo lavorare per creare le migliori condizioni a livello di attrezzature, percorsi e sorveglianza», assicura Forte, per non segnare un'eccessiva differenza con i flussi di turistici della piazza. Occorre ricordare che i lavori alle Sinopie dovrebbero durare parecchio (450 giorni). Intanto Confcommercio e Confesercenti hanno convocato per domani gli operatori ambulanti. «Siamo convinti che esistano tutte le condizioni perchè le bancarelle non debbano lasciare la piazza. Il nostro auspicio - concludono - è che non si arrivi ad un controproducente muro contro muro». Francesco Loi ALTRO SERVIZIO a pagina 11
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