Il Tirreno

Pisa

Tanti giovani esclusi da tirocini

La denuncia di Adiconsum: norme più restrittive

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 PISA. Cresce la disoccupazione giovanile. Ed è sempre più difficile persino trovar studi dove fare tirocini.  Lo segnala l'osservatorio giuridico dell'Adiconsum di Pisa, l'associazione dei consumatori del sindacato Cisl.  Spiega l'avvocato Giacomo Orsucci, coordinatore dell'osservatorio: «Dallo scorso promo giugno, i tirocinanti - inoccupati o disoccupati tra i 18 e i 30 anni - possono ricevere una borsa di studio di almeno quattrocento euro mensili. Il soggetto ospitante che si rendere disponibile a riconoscerla al tirocinante, riceverà dalla Regione Toscana un rimborso di duecento al mese».  Ma le norme che regolamentano i tirocini si sono fatte più restrittive.  Osserva il legale di Adiconsum: «Intanto, secondo quanto stabilito dal Governo con un decreto legge pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 13 agosto, i tirocini potranno essere attivati soltanto nei confronti di quei giovani che si sono diplomati o laureati non più di un anno fa. Sono dunque esclusi, per esempio, quegli ex studenti che hanno abbandonato la scuola e che, fino a oggi, potevano formarsi al lavoro grazie a questo strumento. O quanti avevano conseguito il diploma o la laurea alcuni anni orsono e che, dopo essersi guardati intorno, hanno avuto la fortuna di trovare un soggetto ospitante. Si è ridotto anche il periodo massimo del tirocinio: esso non potrà protrarsi oltre i sei mesi».  «Sappiamo - prosegue l'avvocato - che gli amministratori regionali si sono detti contrari ad alcuni livelli di tutela essenziali per l'attivazione dei tirocini stabiliti con il decreto legge dello scorso agosto. E stanno valutando se impugnare la legge di conversione del decreto davanti alla Corte Costituzionale. Ma avendo prodotto sulla materia solo una delibera di giunta regionale e non una specifica "disciplina", almeno per ora la Toscana dovrà adeguarsi alle nuove norme».  Norme cui fanno eccezione «i soggetti svantaggiati: come disabili, detenuti, tossicodipendenti o alcolisti che stanno seguendo un percorso di recupero».  Ma c'è di più: «Secondo la delibera con cui la giunta regionale ha approvato la carta dei tirocini e stage di qualità chi ospita un tirocinante deve dimostrare di avere almeno un dipendente assunto a tempo indeterminato».  «Una disposizione - commenta l'avvocato Giacomo Orsucci - che non vale per le botteghe artigianali. Ma che finisce col tagliar fuori da questa opportunità formativa molti giovani: perché i liberi professionisti che lavorano in proprio (e sono molti) non possono accollarseli».

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