Il Tirreno

Pisa

Sotto l'ombrellone arriva l'obbligo di scontrino I balneari: assurdo

Donatella Lascar
Ombrelloni in uno stabilimento balneare
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Ombrelloni in uno stabilimento balneare

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 TIRRENIA. Si torna all'antico. Per gli stabilimenti balneari riecco l'obbligo dello scontrino o della ricevuta fiscale per i servizi quali sdraio, uso di spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, per il noleggio di lettini, pattini e piccole barche non a motore come canoe. Infatti, questa è la novità prevista dall'emendamento del Governo - in relazione alla manovra di Ferragosto - con cui si prevede la soppressione dell'esonero dal rilascio del documento fiscale per le prestazioni rese dai titolari delle concessioni demaniali. Tutto nell'ottica di contrastare l'evasione fiscale nel settore balneare.  L'obbligo di rilasciare il documento fiscale per gli stabilimenti balneari era stato introdotto in passato e revocato in breve tempo per la difficoltà di gestione legata alle attività che si praticano negli stabilimenti.  «Come si fa - afferma Enrico Fontani, presidente del Sib Confcommercio Pisa e titolare del bagno Meloria (Tirrenia) -, a portarsi dietro uno scontrino quando si va sul pedalò? Quanto alle cabine, spesso una cabina è affittata da tre famiglie e sono più di dieci persone che devono andare in giro con lo scontrino pur essendo in costume. E poi ci sono gli ospiti. Ma, se quest'obbligo diventerà legge, ci adegueremo. Ci diranno come dovremo fare. È difficile esprimere un'opinione se ancora non sappiamo come il governo vuole organizzare la cosa. Se lo fa per combattere l'evasione, noi abbiamo gli studi settore con cui vengono contati gli ombrelloni, le cabine e valutati altri aspetti da cui si capisce il volume d'affari e, se i calcoli non tornano, scattano gli accertamenti e le multe. Quindi cambia poco. Una cosa è certa però: va bene tutto, basta che ci lascino gli stabilimenti. L'unico vero problema - sottolinea Fontani - è la vendita all'asta dei bagni dove, come nel mio caso, c'è il rischio di veder andare in fumo non soltanto il lavoro di tutta la mia vita, ma anche di quelle di mio nonno e mio padre che hanno reinvestito ogni volta che l'erosione distruggeva loro l'arenile».  Sergio Sighieri, titolare del bagno Tirrenia (Tirrenia) e presidente di Fiba Confesercenti, concorda con Fontani sul fatto che, se l'obbligo di scontrino è volto a contrastare l'evasione dei balneari, è superfluo, dal momento che ci sono già gli studi di settore.  «Questo Governo cambia idea ogni giorno su quello che vuole fare - afferma Sighieri -. Abbiamo già vissuto questa esperienza e all'epoca l'esecutivo tornò sui suoi passi. Per noi cambierà poco, ci sarà un aggravio di lavoro per gli aspetti formali, perché gli scontrini devono essere conservati cinque anni senza contare gli errori di digitazione. Poi - conclude Sighieri - gli affitti dei pedalò sono quasi inesistenti, le docce e i parcheggi incidono con percentuali minime rispetto ai reali incassi degli stabilimenti».  «In tutta l'estate affitteremo i pedalò dieci volte al massimo - afferma Pietro Trebbi, titolare del Costa Azzurra (Marina) -, e le docce vengono fatte con il microchip. Insomma, lo scontrino è solo lavoro in più».  Maria Ghelardi, titolare insieme al fratello del bagno Alma (Tirrenia), sottolinea l'inutilità del rilascio dello scontrino, esistendo già gli studi di settore.

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