Il Tirreno

Pisa

Sono state censite circa 800 presenze sul territorio del Comune di Pisa, ma il numero va ridotto a 574

In arrivo un altro villaggio per i nomadi

Candida Virgone
Il blitz dell’anno scorso in via Maggiore
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Il blitz dell’anno scorso in via Maggiore

L'area è ancora top secret, le casette saranno realizzate in autocostruzione

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 PISA. Ci sarà un altro villaggio riservato ai nomadi. Raccoglierà i trecento ospiti che si trovano in via Maggiore a Oratoio (di fatto lungo l'area industriale di Ospedaletto).  Prevede l'affidamento di casette in autocostruzione e autofinanziamento, trattandosi nella maggior parte dei casi di persone che hanno un lavoro presso imprese locali. Un progetto che ha in programma anche un finanziamento della Regione. Come si ricorderà, l'anno scorso, ai nomadi che hanno occupato la zona, era stata presentata, nel corso di un blitz delle forze dell'ordine, una diffida del sindaco a nuove costruzioni, per contenere accampamenti abusivi e un'accoglienza indiscriminata.  L'area in cui sorgerà il nuovo insediamento sarebbe già stata individuata, ma resta top secret, per evitare che qualcuno si sollevi anzitempo. L'area di Ospedaletto verrà quindi bonificata e riservata agli insediamenti artigianali e industriali. Accanto a questi 300 rom, sul territorio c'è il gruppo della Bigattiera (sono 145) e poi c'è quello di Coltano, con 93 persone nelle casette e una trentina (numero suscettibile di continui cambiamenti) nelle vicine baracche, mai dismesse e di fatto occupate da alcune delle famiglie coinvolte nella faida del 2006. Gente che, in attesa di una sentenza definitiva (di là da venire a giudicare i vivi e i morti, visto che per una parte degli imputati siamo ancora al primo grado) deve essere reperibile per l'autorità giudiziaria. Un'altra trentina di persone, sei famiglie in tutto, quelle considerate la parte lesa proprio nella questione della faida del 2006 (che ha portato in carcere e a processo 30 rom, 22 macedoni e 8 kosovari) è stata ospitata nuovamente nei sei appartamenti del villone del Centro ittico, lungo viale D'Annunzio, teatro di una delle fasi della guerriglia scoppiata cinque anni fa.  A questi deve aggiungersi il folto gruppo, un centinaio di persone, che dalla golena dietro al Tondo delle Piagge si era spostato sugli argini a Cisanello e che, sfrattato da lì, è approdato, non senza polemiche, nel territorio di San Giuliano. Circa 800 dunque i presenti, considerando altri piccoli insediamenti abusivi, ridotti nel 2008 dagli iniziali 1.100 censiti, con il programma europeo di rimpatrio volontario assistito, insomma a pagamento per chi se ne andava a casa, che aveva visto la partenza di 300 persone, ufficialmente mai rientrate. Ma il programma Città Sottili prevede un ulteriore ridimensionamento: i nomadi ospitati sul territorio non possono essere più di 574, cifra che fa a cazzotti con una tradizione che li vede particolarnmente prolifici, per quanto le strutture sociali abbiano notato che, quando diventano stanziali, siano più attenti, ovviamente soprattutto le donne, sul fronte riproduzione. La problematica dell'accoglienza a Pisa sarà oggetto di un incontro in Regione.  Quanto al nuovo villaggio, come è avvenuto in alcune zone del Nord, saranno i residenti e i familiari, a costruire, in massima parte con i loro soldi, la casa, nelle pause dal lavoro. Iniziativa che ha avuto successo dove è stata sperimentata, a costi quasi ridicoli.  

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