Il Tirreno

Pisa

Bene gli hotel? Macché, qui è crisi nera

Gianluca Campanella
Bene gli hotel? Macché, qui è crisi nera

Contestato lo studio Confcommercio. «Colpa anche dei prezzi alti»

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 PISA. Forse gli albergatori affiliati a Confcommercio sono più bravi di noi, ma qui c'è crisi nera. È questo il senso delle risposte giunte da un mini sondaggio che abbiamo condotto fra le strutture d'accoglienza cittadine. Lo spunto viene da una lettera di Rita Paciello, presidente di Federalberghi Pisa, sorpresa, anzi «frastornata» dal 70% di albergatori che hanno dichiarato a Confcommercio «la propria soddisfazione per l'andamento del lavoro».  A Paciello arriva la «solidarietà totale» del Relais dell'Orologio, cinque stelle di lusso: Maria Luisa Bignardi, amministratore unico, e Marco Usai, direttore, parlano di «un calo importante di presenze e fatturato, attribuibile a un insieme di condizioni». Tra queste ci sono la mancanza di segnaletica nel centro storico che, a loro giudizio, incide fino al 30% sulla perdita dei passanti, potenziali clienti; e «i programmi leggiadri offerti dalla città. Si manda avanti la struttura con fatica e sacrifici».  Antonella Belardi, direttrice del due stelle Cecile, quantifica in 35% il calo del fatturato di luglio e agosto 2011, rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso, che a sua volta già registrava una perdita del 30% sul 2009. Pertanto commenta: «Non so come sia venuta fuori questa storia; io sono iscritta a Confcommercio e mi sembra di non aver mai ricevuto il loro questionario». Però prova a dare una spiegazione del crollo: «In realtà le presenze sono "solo" del 20% in meno. Sul conto pesa anche l'aumento dei prezzi, che dobbiamo imparare a tenere bassi».  Anche Laura Bani, direttrice dell'Ac hotel, cerca prima le responsabilità "interne": «Quest'anno abbiamo provato ad alzare i prezzi e nel mese di agosto siamo passati dall'83% di riempimento delle camere (dato 2010) al 59% di quest'anno. Ma è un discorso di coerenza per noi, che siamo un quattro stelle, non tenere prezzi così bassi». Infatti, spiega, non solo offrono una serie di servizi di livello, ma rischierebbero di fare concorrenza sleale alle categorie di stelle più basse.  Detto ciò, Bani passa all'analisi delle cause esterne: «Siamo scontenti di come vanno le cose in città. In bassa stagione sarebbe bello che qualcuno organizzasse eventi di richiamo. Inoltre, i clienti stranieri sono perplessi della pulizia in centro. Infine, il Palacongressi non è attivo come potrebbe». La conclusione: «Non so dove Confcommercio abbia preso i dati; ma se hanno la ricetta vincente, ce la dicano».  Chiude Elisabetta Del Soldato, direttrice del Royal Victoria, tre stelle: «Sulla media annuale abbiamo un meno 20% di americani e un meno 16% di inglesi. Quest'ultimo numero ci spaventa, perché loro non si fermano mai. Sul mese di agosto un meno 10% del fatturato rispetto al 2010 e cominciano a mancare pure gli italiani». Interpretazioni? «Un tempo per i turisti la parola "Lucca" era difficile persino da pronunciare. Oggi vanno tutti là, perché si sentono coccolati dalle mura e dai negozi».  Del Soldato, quindi, vede un problema doppio: «La sicurezza e il fatto che i lucchesi sanno fare commercio. Sarebbe interessante un tavolo di concertazione per evitare che ad agosto ristoranti e negozi fossero chiusi in città».

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