Sicurezza
Libri di testo, 300 euro la spesa media
Lucia Maffei
Pochi gli istituti superiori che hanno sforato il tetto imposto dal ministero
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PISA. I tetti di spesa per i libri delle classi prime delle superiori sono sostanzialmente rispettati. È quanto emerge dal confronto tra le liste dei testi pubblicate sui siti delle scuole e il decreto ministeriale numero 43 del 10 maggio, che fissa la spesa massima per ogni indirizzo di studi. Licei e tecnici ne escono bene, con pochi casi di sforamento (al Buonarroti indirizzo scienze applicate, al Carducci indirizzo scienze umane, al Pacinotti e al Da Vinci) peraltro trascurabile (dai 2 ai 4 euro). L'unico caso di surplus consistente - 40 euro - è quello del Gambacorti, sede distaccata del tecnico Santoni per l'indirizzo "Servizi socio-sanitari". Particolarmente virtuosi invece la sede pisana dell'artistico Russoli e l'alberghiero Matteotti, ben al di sotto del tetto ministeriale. Quanto alla spesa massima e minima in assoluto, i libri per un neo iscritto al linguistico Carducci vengono a costare in media 106 euro in più dei 220 dell'indirizzo servizi commerciali del Matteotti. Attenzione però alle oscillazioni: nel calcolo della media non vengono presi in considerazione i testi di religione, dato che si può scegliere di non avvalersi dell'insegnamento, e tutti i libri che nelle liste figurano come "consigliati". Tra questi i costosissimi vocabolari, pressoché indispensabili per uno studente di greco e latino o di lingue straniere. Licei e tecnici sui 300 euro. Vocabolari a parte, la spesa per il corredo essenziale di un figlio liceale non è poi così diversa rispetto a chi sceglie ragioneria o il tecnico industriale. La media al Pacinotti e al Da Vinci è infatti rispettivamente di 302 e 319 euro, a fronte di un tetto di 300 e 315. Il massimale di 315 euro per il liceo scientifico è rispettato sia dal Dini (302) che dal Buonarroti, leggermente più economico come scientifico (294) e come linguistico (295). Più costoso invece studiare lingue straniere al Carducci (326), ma sempre nel rispetto del tetto massimo che è lo stesso del classico (330). Bene dunque il Galilei e le sue quarte ginnasio da 308 euro, ma è l'artistico Russoli a conquistare il primato di massima distanza dal tetto fermandosi a 230 euro contro i 270 consentiti. Ok i professionali. Scelte positive in materia di prezzi anche all'alberghiero Matteotti. Per l'indirizzo di enogastronomia è sufficiente una spesa di 275 euro contro i 295 ammessi dal decreto, mentre per i servizi commerciali ne bastano 220 su 250. Anche il Fascetti, istituto per l'industria e l'artigianato, rispetta il massimale previsto di 265 euro fermandosi a 221 per gli ottici e a 245 per gli odontotecnici. Il percorso di studi in "Manutenzione e assistenza tecnica" del Fascetti è poi l'unico caso in cui la media di spesa coincide esattamente con il tetto ministeriale (240). Il caso Santoni. Sforamento evidente quello del Gambacorti (sede in via Possenti del Santoni) dove i libri vengono a costare 290 euro contro i 250 ammessi per l'indirizzo in servizi socio-sanitari. «I docenti hanno motivato con una delibera l'eccesso di 40 euro - spiega Grazia Rossini, fiduciaria della preside - facendo notare che alcuni testi sono necessari per l'intero biennio. La spesa media per quest'anno sarà dunque compensata da quella per il prossimo, prevista molto al di sotto del tetto ministeriale». Quanto ai 19 euro in eccesso per un altro percorso del Santoni, quello agrario, il preside Pietro Stacchio afferma: «Il tetto può essere sforato del 10 per cento qualora necessario, e per i libri del settore agrario non c'è molta scelta».
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