Il Tirreno

Pisa

Cantieri, i cinesi ci provano

In alto la sede dei Cantieri e Francese della Cgil
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In alto la sede dei Cantieri e Francese della Cgil

Due i gruppi interessati. Forse un incontro tra pochi giorni

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 PISA. Le ultime dalla Spezia sul gruppo Baglietto (di cui fanno parte i Cantieri di Pisa) dicono che i cinesi - che già si erano dichiarati interessati a rilevare la società - sarebbero intenzionati a fare sul serio. Questo tipo di indiscrezione non sarebbe una novità assoluta. Però, almeno da quello che esce da ambienti vicini al ragionier Federico Galantini, liquidatore del gruppo, gli aggiornamenti di rilievo sono due.  Il primo è che non sarebbe interessato un solo gruppo cinese, ma ce ne sarebbe anche un altro (non si svelano però altri dettagli). Il secondo sviluppo di questa complessa vicenda è che i cinesi, anzi loro rappresentanti, sono attesi per la prossima settimana. E, nei loro programmi, ci sarebbe anche un sopralluogo nella darsena pisana, per verificare di persona la situazione dei Cantieri.  «Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun preavviso», dice però il segretario della Cgil, Gianfranco Francese. Il sindacato, in occasione dell'incontro con Galantini di qualche giorno fa in Prefettura, aveva avuto con lo stesso liquidatore uno scambio di vedute piuttosto intenso.  Alla fine del confronto, uno dei pilastri dell'intesa è stato che, ai Cantieri, dove i lavoratori mantengono il presidio, non devono «esserci visite a sorpresa», conferma Francese. L'ultimo contatto con Galantini, aggiunge il segretario, risale al giorno successivo al rafforzamento del suo incarico, dopo il pronunciamento del tribunale della Spezia che ha dichiarato illegittimo il tentativo di Camuzzi di sollevarlo dal ruolo.  Si tratta quindi di aspettare, ma nel caso non a lungo, per sapere se davvero i cinesi arriveranno a Pisa. E, soprattutto, con quali intenzioni e programmi concreti.  Sempre in quell'incontro in Prefettura, alla presenza anche delle istituzioni locali, Galantini aveva fatto il quadro degli interessamenti che, a suo dire, erano emersi per i Cantieri. Una possibilità era legata a una società della Turchia, del quale però non si è saputo più niente.  Il gruppo americano Bix, che sarebbe interessato a tutto il gruppo del gabbiano (quindi al sito produttivo pisano e anche ai due liguri), sembrerebbe ancora in corsa. La loro intenzione sarebbe quella della costruzione di materiali compositi.  Si parla anche di un contatto con il gruppo Monaco Marine, in rappresentanza di un imprenditore italiano del settore che non vuole uscire allo scoperto. Per i Cantieri di Pisa però questa è una strada che non interessa, dal momento che le mire dei monegaschi sarebbero solo sui siti di Spezia e Varazze. In questo caso, cioè, si tornerebbe alla vendita a pezzi, allo spacchettamento. Stesso discorso per il gruppo Sanlorenzo, che punterebbe soltanto sui cantieri liguri.  «Adesso sono più tranquillo per me e per gli investitori, che hanno la certezza di parlare con chi ha effettivamente in mano la questione. Sono fiducioso, le trattative sono in una fase piuttosto avanzata, ma sinchè non avrò chiuso non mi esprimerò più», ha detto Galantini al sito Città della Spezia.  Il fronte cinese, in attesa di conferme, sarebbe dunque ora quello più in movimento. Ma è una partita ancora tutta da giocare. Il tempo passa e a fine anno scade la cassa integrazione per i 61 lavoratori dei Cantieri. F.L.

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