Attenzione
Boom di commercianti stranieri
Giulio Tavoni
◗
Un ristorante gestito da stranieri nel centro cittadino A Pisa e provincia sono aumentati dell'8% nel giro di un anno
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Più 8% nel giro di un anno. Cresce ad alta velocità il numero degli imprenditori stranieri titolari o soci di esercizi commerciali (negozi, ristoranti, ecc.) a Pisa e nel resto della provincia. E' quanto emerge da un'indagine della Fondazione Leone Moressa, che ha elaborato dati di Infocamere relativi al primo semestre di quest'anno e poi confrontati con l'analogo periodo del 2010. In questa speciale classifica del "not made in Italy", il territorio pisano si colloca piuttosto in alto su scala nazionale: 25º posto assoluto sulle 105 province prese in considerazione dalla ricerca. Solo Firenze, in Toscana, fa registrare una quantità superiore di imprenditori stranieri. Con 2.440, Pisa è davanti anche a Prato, che pure ha una percentuale di commercianti "extra" rispetto al totale (leggermente) più elevata: 13,5 contro il 13,1%. La performance è notevole anche a paragone con le realtà più vicine: la crescita di Lucca arriva al 6,7% e quella di Livorno al 6,8%. La stessa Firenze, che pure svetta per numero complessivo, anche e soprattutto in rapporto alla popolazione, presenta una variazione limitata al 2,5%. Qualcuno in regione ha fatto meglio di Pisa? Sì, in tre: Pistoia, Arezzo e Massa Carrara, rispettivamente con percentuali del 9,4, del 9,8 e dell'8,8. Tutti territori però con un numero complessivo di imprenditori stranieri inferiore della metà e oltre. Pisa e provincia hanno anche una media di crescita superiore a quella nazionale, che è pari al 6,6%. Questi dati sono contenuti nello studio della Fondazione Moressa, che aveva però in realtà un altro quesito di partenza: quanti italiani frequentano negozi gestiti da stranieri? La risposta è stata uno su due, e in larghissima parte si tratta di giovani. Quelli di vestiti/bigiotteria, ristoranti e bar gli esercizi più frequentati, anche se i comparti che destano più fiducia sono le gastronomie ed i kebab. Pochissimi invece coloro che si recano negli internet-point, nei centri di estetica e nei negozi di parrucchiera. A livello generale, lo studio rivela che in Italia, su 100 imprenditori impiegati nel commercio e nei servizi, poco più di 9 (9,3%) sono stranieri, pari a 233mila soggetti. A Pisa e provincia siamo appunto al 13,1%. Gli italiani esprimono un livello di gradimento non del tutto soddisfacente rispetto ai servizi offerti e alla qualità dei prodotti venduti nei negozi di stranieri. E non pochi ritengono che siano uno svantaggio, perchè fanno concorrenza sleale. Per altri invece sono un elemento positivo, applicando costi più vantaggiosi. Ma questo genere di preoccupazioni è fondato nella nostra provincia? Probabilmente no. «A Pisa - dice il direttore della Confesercenti, Marco Sbrana - quasi tutti gli stranieri che hanno aperto un'attività commerciale lo hanno fatto alla luce del sole e questo spiega anche, seppur parzialmente, perchè il nostro territorio occupi una posizione così alta nella graduatoria».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
