Il dolore
Provincia, sforbiciata più netta
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Il palazzo della Provincia in piazza Vittorio Emanuele II Ipotizzata una giunta di appena quattro componenti
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PISA. Non sono pochi in tutta Italia che, a proposito della riduzione dei costi della politica, vorrebbero l'eliminazione netta delle Province. E nell'ultima ipotesi di manovra emersa in questi giorni, ora al centro di un dibattito serrato (con molti favorevoli sia di centrodestra che di centrosinistra), in effetti se ne sta discutendo. La strada per attuare tale provvedimento dovrebbe essere quella costituzionale, dunque assai lunga e complessa. Una sforbiciata notevole a questi enti era già contenuta nella prima versione della manovra varata dal governo. I parametri per la riduzione sono il numero di abitanti e l'estensione territoriale. Partendo dal "tetto" relativo al numero di abitanti (300mila) la Provincia di Pisa si è messa subito in salvo, visto che supera i 400mila e con un trend di crescita costante da molti anni, soprattutto per i flussi degli di immigrati. In Toscana sotto la scure Prato, Pistoia e Massa Carrara. Dove andranno, come saranno accorpati quei territori (e se questo porterà ad ulteriori aggiustamenti) è ancora da vedere. Per l'amministrazione provinciale pisana, un dimagrimento politico (a scadenza, nel 2014) comunque era già previsto dalla manovra precedente: da 10 a 7 assessori; e da 30 a 24 consiglieri. Nella tabella è riportato il risparmio che si ottiene, intorno ai 157mila euro, soprattutto dovuto al meno 124mila alla voce assessori. Per i consiglieri si arriva invece a nemmeno 33mila euro. E c'è chi fa notare: è un risparmio totalmente annullato in cinque anni solo dal costo dei francobolli per le lettere che i Comuni dovranno spedire ai cittadini per informare di quelli che saranno i nuovi collegi elettorali. La bozza di manovra pre-abolizione totale, oltre alla soppressione delle Province meno estese, per quelle che resteranno attive propone anche un taglio ulteriore rispetto alla manovra 2010, sempre secondo il livello della popolazione amministrata: giù i numeri di un ulteriore cinquanta per cento. In questo caso si arriverebbe a soli 4 assessori e ad appena 12 consiglieri provinciali. E sarebbe un ridimensionamento notevole.
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