Il Tirreno

Pisa

GLI SCENARI

Un futuro nell'area S.Chiara

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 PISA. La questione delle bancarelle e il loro destino in prospettiva, al di là del trasferimento diventato ora necessario per i lavori al Museo delle Sinopie, si legano in maniera forte a due progetti determinanti per la Pisa del futuro, a loro volta strettamente connessi l'uno con l'altro: il progetto delle caserme e il progetto Chipperfield.  La riconversione a fini civili di alcune caserme pisane è stata definita nell'accordo di programma del 13 luglio 2007 tra ministero della Difesa, Agenzia del Demanio e Comune. L'intesa prevede uno scambio: realizzazione di una nuova caserma a Pisa per il ministero della Difesa da una parte e riqualificazione urbanistica delle caserme Artale, Bechi Luserna e Curtatone e Montanara dall'altra.  In particolare, l'area della Bechi Luserna, in zona Cittadella, nei progetti deve diventare la vera porta d'accesso turistico della città. Tanto che è prevista la realizzazione di un terminal turistico, con un grande parcheggio sia per bus che per auto, oltre che strutture ricettive e servizi di accoglienza.  Su questa partita spunta ora un (piccolo) punto interrogativo, per effetto della manovra del governo e dei provvedimenti relativi all'alineazione del patrimonio pubblico. «La manovra è ancora tutta da verificare - commenta l'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri - e poi tutto deriva dall'accordo del 2007: la legge non dovrebbe proprio essere retroattiva. Consideriamo anche che è aperto un tavolo presso la presidenza del consiglio dei ministri, dal quale attendiamo una risposta sull'ultima ipotesi di accordo». Ovvero la disponibilità pubblica delle tre caserme in tempi rapidi, seguendo gli stati di avanzamento della costruzione della nuova caserma.  Partendo dalla Bechi Luserna, poi, i flussi turistici, passando dai Vecchi Macelli, arriverebbero secondo i piani nell'area del Santa Chiara, come ripensata dal progetto dell'architetto inglese David Chipperfield, vincitore del concorso internazionale. Nel suo disegno, il tratto finale del muro dietro le bancarelle vicino piazza Manin dovrà essere abbattuto, creando un porticato che alla fine di via Nicola Pisano, all'altezza di via Savi, entrerà all'interno dell'area per terminare in Piazza dei Miracoli. E proprio sotto quel porticato è previsto che trovino posto le bancarelle. Il trasferimento dell'ospedale dovrà essere completato nel 2015.

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