Il Tirreno

Pisa

Non vede il treno, travolta e uccisa

Candida Virgone
I soccorsi lungo i binari sul luogo della tragedia in via De Gasperi
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I soccorsi lungo i binari sul luogo della tragedia in via De Gasperi

Pensionata vittima di un'imprudenza: ha attraversato un passaggio a livello chiuso

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 PISA. Un'imprudenza pagata a caro prezzo. È questa l'ipotesi degli inquirenti sul terribile incidente accaduto ieri mattina a Rigoli, frazione di San Giuliano, dove una donna di 77 anni è morta investita dal treno. A perdere la vita su qui binari, dopo aver attraversato - purtroppo, bisogna dirlo, con leggerezza - un passaggio a livello chiuso, è stata un'anziana pensionata, Diomira Farinella, ferrarese, ma da tanti anni residente nella zona di San Giuliano. La donna, nubile, ex cameriera di ristorante, era nata a Comacchio e da più di quarant'anni si era spostata dal suo paese, dapprima a Milano, poi nel Pisano, seguendo una famiglia di amici, quella del collega Umberto Della Latta, con i quali era andata a vivere e per i quali era una persona cara. A fine novembre avrebbe compiuto 78 anni. Aveva dei parenti al Nord, in particolare un nipote ad Udine, avvisato della disgrazia.  Pensionata, Diomira abitava a pochi passi dal passaggio a livello di via De Gasperi. Ieri mattina doveva andare in un vicino labatorio di analisi, a Molina di Quosa, per degli esami del sangue. Doveva accompagnarla in auto il figlio di Umberto, Vincenzo, ma era andato alle Poste e tardava. Non vedendolo arrivare, fatalmente, lei si era incamminata a piedi, verso le 8 e 10: ha trovato il passaggio a livello chiuso e, forse come aveva fatto tante altre volte e come tanti abitanti della zona fanno, per abitudine, sottovalutando il pericolo, ha attraversato. Un automobilista fermo proprio dalla parte da cui la donna è entrata, dal lato mare, l'ha vista chinarsi sotto la sbarra e attraversare i binari. Ma il treno che arrivava non era uno di quelli che si fermano alla vicina stazioncina di Rigoli, non lontano da quel passaggio a livello, e poi ripartono a bassa velocità. Era in transito e, come hanno accertato le indagini portate avanti dagli agenti della Polizia ferroviaria, diretti dal dottor Veglianti, andava a 100 chilometri all'ora. I due macchinisti alla guida in quel momento hanno raccontato di aver visto la donna attraversare i binari e di aver azionato immediatamente i freni di emergenza: ma tutto è stato inutile. Il treno può iniziare la sua frenata - spiegano, dopo anni di esperienza - ma non può deviare dalle rotaie o fare altre manovre. Quella che i ferrovieri vivono in questi maledetti casi è una sorta di morte in diretta. E, come hanno deposto, davanti agli agenti, i macchinisti, l'automobilista fermo al passaggio al livello ed una signora che vive nella zona e che casualmente era affacciata alla finestra, la donna non è stata colpita frontalmente, ma lateralmente. Ce l'aveva quasi fatta ad attraversare i binari, ma gli ultimi passi sono stati fatali. Probabilmente non si è accorta subito del treno e, data l'età, i riflessi non possono esserle stati di aiuto. Quando si è accorta, se si è accorta, di quanto accadeva, era ormai troppo tardi. Il treno l'ha colpita straziandone i resti sui binari. Lo spettacolo che si è presentato ai soccorritori è stato terribile. È toccato ai macchinisti il triste compito di chiedere aiuto. Sotto choc loro e l'automobilista che ha assistito impotente a tutta la scena.  Il corpo è stato rimosso dagli addetti della Pubblica assistenza di Pisa, mentre il medico del 118, Doretta Maccherini, dopo il nulla osta del magistrato, ha disposto il trasferimento della salma all'istituto di medicina legale. Non ci sarà autopsia, perché le cause della morte sono ovvie, mentre l'inchiesta aperta dalla procura e diretta dal pm Miriam Pamela Romano, non essendoci responsabilità dei conducenti, non ipotizza per il momento alcun reato. L'orribile tragedia ha sconvolto la piccola comunità di Rigoli, dove l'ex cameriera era molto conosciuta.  

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di Redazione Pisa