Il Tirreno

Pisa

Un’ordinanza firmata dal sindaco impone il divieto temporaneo dalla foce allo Scolmatore

Niente pesca alle arselle, sono tossiche

Daniele Benvenuti
Arselle, molluschi ambiti sulle tavole dei pisani
◗
Arselle, molluschi ambiti sulle tavole dei pisani

Secondo i risultati delle analisi dell'Asl possono causare disturbi gastrointestinali

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Torna il divieto di pesca delle arselle nel tratto di mare dalla foce dell'Arno allo Scolmatore. Lunedì il sindaco Marco Filippeschi ha firmato l'ordinanza, dopo la comunicazione del risultato delle analisi su alcuni campioni realizzate dai tecnici dell'Asl 5 di Pisa. «Divieto di pesca e di immissione al consumo umano»: si legge all'inizio dell'ordinanza». Come detto, l'Asl pisana compie regolarmente esami su campioni di molluschi. E proprio in occasione di un controllo su bivalvi appartenenti alla specie Donax trunculus (telline), del 23 agosto scorso, presso il banco naturale di Tirrenia, i risultati ottenuti non erano conformi ai parametri tossicologici. Le arselle pescate in questo periodo, e mangiate, in pratica causano sindromi gastrointestinali: in termine medico, diarrhetic shellfish poisoning, ovvero sindrome diarroica da molluschi bivalvi. Questi molluschi, infatti, in virtù della loro particolare modalità di alimentazione, basata sulla filtrazione giornaliera di notevoli quantità di acqua, possono accumulare all'interno del proprio tessuto digestivo significative quantità di cellule algali tossiche e di tossine. È così comprensibile come per l'uomo sia possibile intossicarsi, nutrendosi dell'intero contenuto. Inoltre, nessun trattamento con alte e basse temperature ha la capacità di inattivare la tossina; quindi né cibi freschi, né cibi surgelati, né ben cotti sono sicuri, se non sono stati precedentemente controllati.  Provvedimento identico era stato già preso alla fine di aprile, quando, anche in quell'occasione, un campione di arselle analizzato risultò non conforme ai parametri. Si tratta comunque di una ordinanza temporanea, questo è l'auspicio, che potrà essere revocata non appena i nuovi controlli daranno il via libera. Il fenomeno potrebbe essere transitorio così come già accaduto in passato, frutto soprattutto del gioco delle correnti. A quel punto, se dopo due successivi controlli, a distanza di 48 ore l'uno dall'altro, come prevede la normativa, non sarà più rilevata la presenza di biotossine, la pesca delle arselle tornerà libera.  Non è detto, però, che si debba rinunciare a mangiare le arselle. Il divieto non riguarda l'acquisto e il consumo di quelle che vengono vendute nei negozi autorizzati, perché in questo caso i molluschi sono già stati sottoposti a controllo. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di arselle provenienti spesso dalla Francia, con sapore molto diverso rispetto a quelle del nostro mare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze