Il Tirreno

Pisa

Finiti i tempi d'oro, adesso le affittano gli stranieri

Una bancarella lungo la piazza
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Una bancarella lungo la piazza

Da una decina di anni è diventato più difficile vendere le licenze per mancanza di acquirenti

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 PISA. Estate rovente per le bancarelle di Piazza dei Miracoli. Non solo per il numero di turisti che le hanno prese d'assalto, visto l'ottimo risultato di presenze nella nostra città tra luglio e agosto. Ma anche per le polemiche sollevate dal caso delle mutande con la Torre come simbolo fallico e ora per la questione legata allo spostamento per i lavori al Museo delle Sinopie.  Bancarelle che negli ultimi anni hanno cambiato fisionomia, soprattutto dal punto di vista dei gestori. Anche in Piazza dei Miracoli sono sbarcati operatori stranieri che hanno affittato le licenze dagli storici venditori di casa nostra. Ormai la percentuale di operatori, tra italiani e stranieri, è equamente divisa.  Va detto anche che sono finiti i tempi d'oro in cui una bancarella veniva venduta a peso d'oro. Considerata l'incertezza sul futuro di queste attività, sono quasi una decina d'anni ormai che nessuno vende più la propria licenza, per mancanza di acquirenti.  Si preferisce affittarla, magari agli stranieri (in larga parte cingalesi) che non hanno problemi a tenere alti ritmi di lavoro (in certi casi dalle 8 alle 20, no stop) e ad accontentarsi di incassi che sicuramente si sono ridotti nel tempo.  Proprio tra questi operatori, nei mesi scorsi, è stato scoperto un vero e proprio racket, con tangenti e addirittura pestaggi per coloro che non stavano alla regola del pizzo, che ha portato in cella gli organizzatori.  Tornando alle bancarelle, ricordiamo che si tratta di attività ambulanti e quindi soggette solamente alla Cosap (il canone comunale per l'occupazione del suolo pubblico). Le dimensioni di quelle in Piazza dei Miracoli (che sono proprio quelle destinate al trasloco per i lavori al Museo) sono di 2 metri per 4 metri e 10 centimetri, senza luce elettrica.  I vecchi banchi mobili (quelli che occupavano i marciapiedi e l'area tra la Torre e la cattedrale) si sono trasferiti, negli anni del decreto Ronchey, nelle "piramidi" di via Cammeo. D.B.

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