Sicurezza
IL PRECEDENTE
Era già successo a fine aprile
1 MINUTI DI LETTURA
PISA. Era il 30 aprile scorso quando il sindaco Marco Filippeschi firmò la prima ordinanza per il divieto di pesca delle arselle. Interessato, anche in quell'occasione, il tratto di mare dalla foce dell'Arno allo Scolmatore. Il provvedimento venne preso dopo i controlli dell'Asl 5 su un campione prelevato il 26 aprile. Un duro colpo per gli amanti delle arselle "di casa nostra", visto che dal 1º maggio le pescherie potevano tornare a vendere i molluschi nostrali dopo il consueto stop del mese di aprile per la riproduzione. Quindi spazio alle arselle francesi. «Possiamo anche sostituire le arselle nostrali con quelle francesi - spiegava Roberto Pieroni, titolare della pescheria Bocca d'Arno a Marina di Pisa - ma non sono buone come le nostre e i clienti lo sanno bene». Ovviamente l'ordinanza del sindaco creò problemi non solo agli amanti dei piatti a base di arselle, ma anche a pescatori e rivenditori. Il divieto durò una decina di giorni. L'11 maggio, infatti, arrivò la revoca del divieto dopo nuove analisi da parte della Asl 5, che confermarono l'assenza della tossina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google