Trasporti
Bancarelle, sfratto ormai inevitabile
Francesco Loi
Dovranno lasciare piazza del Duomo. Venerdì vertice in Comune con le associazioni
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PISA. Se ne parlerà, tutti insieme, già dopodomani. Ma una cosa sembra ormai certa: le bancarelle dovranno andare via da Piazza del Duomo. I lavori di ristrutturazione al Museo delle Sinopie non possono più aspettare. Da ottobre, secondo le prime indicazioni, potrebbe partire il cantiere. E le bancarelle dovranno andare altrove. E' un'operazione che coinvolge molte imprese. Sui circa 90 posteggi che insistono in tutta l'area di Piazza dei Miracoli, quelli interessati sono quasi 40, di fatto tutti quelli da via Roma fino all'arco di piazza Manin. Rompe gli indugi l'amministrazione comunale. La richiesta avanzata in questo senso dal tandem Opera Primaziale-Azienda ospedaliera non può più essere rinviata. L'edificio va sistemato, perchè dalla facciata si staccano pietroni (e questo è un pericolo per le bancarelle stesse) e perchè il tetto non svolge più la sua funzione (in pratica, piove dentro l'edificio). Per dopodomani a Palazzo Gambacorti è convocato un incontro che, formalmente, si chiama di "consultazione". Date le premesse, la riunione si preannuncia infuocata. Il sindaco Marco Filippeschi e l'assessore Giuseppe Forte (commercio e turismo) si misureranno con le categorie interessate: in questo caso non solo le associazioni dei commerciati, ma anche quelle dei consumatori ed i sindacati. Si comincia da posizioni distanti. Se sulla necessità di togliere le bancarelle da Piazza del Duomo non sembrano più esserci margini per tornare indietro, ricordiamo che la Confesercenti, sin dall'inizio, aveva affermato: «Non ci spostiamo di un centimetro». La prima controproposta dei bancarellai e delle loro organizzazioni era stata quella di scostarsi dal muro per consentire l'esecuzione dei lavori sulla facciata del museo. Un avanzamento di quattro metri verso la strada. Ma dal Comune si ribatte che non si può, per due motivi: uno è che il cantiere necessita del mantenimento di certe distanze per ragioni di sicurezza; il secondo è che lo spazio per il passaggio dei turisti resterebbe esiguo. Niente da fare, dunque. Inoltre, in base alle ultime rilevazioni dei tecnici in previsione dell'avvio dei lavori, l'intervento nel suo complesso durerà dai dodici ai diciotto mesi. Ormai non si parla più di soluzione temporanea, ma definitiva. In attesa di perfezionare il nuovo piano del commercio, ora solo abbozzato, e di chiarire meglio tutti gli scenari connessi al progetto Chipperfield (per il futuro dell'area del Santa Chiara dopo il trasferimento dell'ospedale a Cisanello) e al progetto delle caserme. Serviranno dunque tanta pazienza, buone doti diplomatiche e idee valide per cercare una sintesi tra posizioni differenti. Anche se le soluzioni non sono molte, tutt'altro, partendo dal presupposto che alle bancarelle dovrà essere trovata una collocazione con un flusso di turisti simile a quello attuale, all'interno della piazza. Le indiscrezioni parlano di una possibilità nei dintorni del parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, dove si fermano i pullman turistici ed inizia il percorso che porta alla Torre. Ma anche di piazza dell'Arcivescovado, dove però i vincoli sarebbero troppi. Siamo nel campo delle ipotesi, da venerdì inizia il confronto vero.
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