Il Tirreno

Pisa

Proteste contro il parcheggio scambiatore di via Pietrasantina

«Noi prigionieri dello smog per colpa dei pullman dei turisti»

Lucia Maffei
Pullman che trasportano turisti
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Pullman che trasportano turisti

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 PISA. Un giovane senegalese ferma la bicicletta davanti a un varco nella recinzione. A colpo sicuro trova una bottiglietta d'acqua tra i rami di un alberello poco distante. La prende con sé, scende nel campo confinante passando per il varco e fa i suoi bisogni. Poi risale e rimette a posto la bottiglietta.  Servirà al prossimo cliente della latrina a cielo aperto all'angolo nord-est del parcheggio di via Pietrasantina. La toilette improvvisata è solo uno dei tanti aspetti del degrado legato al parcheggio di via Pietrasantina: rumori molesti, inquinamento alle stelle e manutenzione che lascia a desiderare. La segnalazione arriva da un gruppo di residenti in via Bragazzi, traversa che termina proprio a ridosso del parcheggio nato come scambiatore e situato a 300 metri dalla Torre pendente.  L'ultima casa della strada senza uscita si affaccia proprio sul campo che è stato promosso a bagno pubblico, dove si contano anche tre copertoni di gomma abbandonati. Basta superare le cartacce, evitare i liquami e sopportare gli afrori fino a un buco nella recinzione che porta nel cuore del parcheggio punto di sosta obbligato dei bus turistici.  Il biglietto da visita della città non è dei migliori: caos ovunque, soprattutto lattine vuote, involucri di snack e fazzoletti usati in ogni angolo. Non è soltanto il decoro della città che interessa gli abitanti di via Bragazzi, che con i bus turistici hanno più di un problema.  «Da queste parti il vento soffia sempre dal mare - spiega uno di loro - e così ci porta tutto lo smog di scarico dei pullman, che spesso sostano per ore con il motore acceso. Una volta credevo di aver lasciato aperto il gas tanto l'aria in casa era pesante».  «Il ronzio dei motori degli autobus a volte è insopportabile - continuano i residenti - E' un rumore di fondo perenne che impedisce non dico di dormire al pomeriggio, ma proprio di pensare».  L'avanti e indietro dei pullman è legato alle dinamiche del turismo mordi e fuggi. Il pullman arriva e scarica frotte di turisti diretti al Duomo per una visita di circa due ore. Quando hanno quasi finito, la guida turistica avverte l'autista e questi accende i motori anche venti minuti prima dell'arrivo dei passeggeri, per rinfrescare il mezzo grazie all'aria condizionata. Ci sono casi di autisti, sempre secondo i racconti dei residenti, che tengono i motori accesi per difendersi dalla calura durante tutta l'attesa. Non è strano poi vedere anche 7 o 8 pullman fermi nel parcheggio con i motori a tutta manetta in una sola mattinata, anche nei posti riservati alle auto: non ci sono abbastanza dissuasori, né cartelli di divieto di sosta, e il ricambio dei mezzi è continuo.  «Poi ci sono i pullman che non vogliono fermarsi al parcheggio per non pagare - raccontano gli abitanti - e quindi fanno manovra nel quartiere, che risulta appestato. Come residenti non ne possiamo davvero più».

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