Proteste
I cacciatori: la selvaggina è scarsa, mancano i fagiani
Renata Viola
Doppiette verso l'apertura tra le polemiche. Non piace il regolamento relativo agli storni
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PISA. Conto alla rovescia per l'apertura della stagione venatoria. Intanto, dopo le prime battute di addestramento dei cani, i dirigenti della Federcaccia pisana hanno denunciato la scarsa presenza di selvaggina stanziale (lepri, ma soprattutto fagiani) sebbene durante i mesi invernali fosse stata più volte sollecitata l'immissione di un maggiore quantitativo di riproduttori. Per comprendere ed approfondire le cause del fenomeno, la Federcaccia ha invitato le parti in causa - agricoltori, ambientalisti e cacciatori - ad una maggiore concertazione, in vista del rinnovo del Piano Faunistico provinciale, valido per i prossimi cinque anni, che dovrebbe essere varato all'inizio del 2012. Nel frattempo la giunta regionale toscana ha approvato un pacchetto di tre delibere, relative in modo specifico alle giornate di preapertura della stagione della caccia e all'abbattimento in deroga degli storni. Sono due le giornate assegnate alla provincia di Pisa per la preapertura della stagione venatoria. Giovedì prossimo, dalle ore 6,30 alle 19, si potrà cacciare nei tredici comuni certificati in seguito ai danni alle colture causati dal temibile migratore proveniente dai Balcani: Casciana Terme, Cascina, Castelfranco, Crespina, Lari, Montecatini Valdicecina, Monteverdi Marittimo, Peccioli, Pomarance, Santa Maria a Monte, San Miniato, Terricciola e Volterra. Domenica 4 settembre, dalle 5,45 alle 19, è inoltre autorizzata la caccia da appostamento per tortore, colombacci, merli, tortore e cornacchia grigia. «L'apertura generale, quella più attesa, è fissata per il 18 settembre - ha annunciato Marco Salvadori, presidente di Federcaccia Pisa. - L'apertura della caccia al cinghiale è prevista per l'8 ottobre, proseguirà il 15, il 22 e il 29. Si riprenderà il primo novembre, fino al 31 gennaio, con la caccia organizzata in squadra nei giorni mercoledì, sabato e domenica». Tutt'altro che soddisfatto dei provvedimenti della giunta regionale, Salvadori considera la delibera quantomai riduttiva e inadeguata. «Lo storno - dice il rappresentante dei cacciatori - figura tra le specie cacciabili in tutti i paesi del Mediterraneo, tranne che da noi. E' un volatile temibile, in grado di causare danni ingenti ai terreni coltivati, ma non solo a quelli. Non è consentito il suo abbattimento nelle zone boscate e per oltre cento esemplari a stagione. Sono pochi». E aggiunge che la caccia è ulteriormente limitata dall'obbligo di posizionare dei deterrenti che causano l'allontanamento del volatile. Dunque, a nome dei circa undicimila cacciatori della provincia di Pisa, Salvadori invoca una revisione della legge 157/92 relativa alle specie cacciabili e alla durata della stagione. E auspica un coinvolgimento maggiore da parte di associazioni ambientalistiche locali per una gestione "responsabile" del patrimonio faunistico.
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