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Pisa

Passo indietro di Camuzzi

Operai dei Cantieri di Pisa
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Operai dei Cantieri di Pisa

La società azionista dei cantieri Baglietto non è riuscita a sostituire il liquidatore

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 PISA. Il liquidatore del gruppo Baglietto (di cui fanno parte anche i Cantieri di Pisa), Federico Galantini, resta al suo posto. Anche l'assemblea straordinaria voluta dalla società Camuzzi per revocare al commercialista il mandato è terminata con questo esito.  E non poteva essere altrimenti, dopo che il tribunale di La Spezia aveva dichiarato illegittima la richiesta della stessa Camuzzi.  Per gli oltre 60 lavoratori dei Cantieri in cassa integrazione, così come per le istituzioni pisane e la Cgil, resta Galantini il personaggio-chiave per riuscire a trovare una soluzione in questa vicenda che si trascina da mesi e che continuamente ha avuto sviluppi che l'hanno sempre più complicata.  Intanto spunta un'altra data importante: il 10 novembre prossimo, infatti, il tribunale di Lucca deciderà in merito alla fidejussione emessa dalla Overmarine-Effebi di Viareggio, la società di Giuseppe Balducci, prima che saltasse la firma sul passaggio di proprietà.  Galantini vorrebbe che questa fidejussione (da 6,5 milioni di euro) restasse in mano al gruppo. Mentre sull'intera vicenda da parte di Balducci c'è stato un esposto alla procura di Lucca.  Al di là della questione legata alla fidejussione, si cerca di capire se i contatti con gruppi interessati a rilevare i Cantieri di Pisa si possano concretizzare in tempi brevi e con certezze sulla bontà delle loro intenzioni.  Galantini, in occasione dell'incontro in prefettura a Pisa, aveva parlato di un gruppo americano, uno turco e uno cinese. Ora si sarebbero fatti avanti anche due gruppi italiani, ma i nomi non sono ancora usciti.

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