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Tirrenia choc per i pedoni con strade e marciapiedi straziati da buche e radici

Carlo Venturini
Tirrenia choc per i pedoni con strade e marciapiedi straziati da buche e radici

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 TIRRENIA. Marciapiedi e strade come fossero state bombardate con turisti e residenti costretti a fare le gincane per evitar mattonelle rotte, buche, radici di pino ed altro ancora. Tutto questo per colpa delle radici degli alberi, per l'uso di materiali scadenti e perché ai tempi del fascismo quando si iniziò l'urbanizzazione di Tirrenia, i marciapiedi dovevano servire più che altro come scolo di acque piovane.  La mappa dei marciapiedi da rifare ex novo che si inseriscono a pettine sul viale del Tirreno è presto fatta, perché nessuna di queste vie è «pedone friendly» e non è mai stata rifatta negli ultimi 60 anni. Ed ora la situazione è letteralmente al collasso per almeno quattro strade (densamente popolate anche d'inverno) sulle sei vie che si affacciano su Viale del Tirreno.   Viale dei Lecci  La situazione dei marciapiedi è penosa. La pavimentazione non c'è praticamente più soprattutto nella parte iniziale della strada proprio vicino all'incrocio con viale del Tirreno dove c'è l'ingresso del Bagno Paradiso.  Le piastrelle sono rotte, in alcuni punti mancano del tutto. Queste mattonelle sono anche abbastanza pericolose per la circolazione stradale perché possono finire tranquillamente nella carreggiata. Anche i cordoli di questi presunti marciapiedi sono in stato penoso. A volte schiacciati o sprofondati altre volte divelti. Questa dei cordoli dei marciapiedi divelti o distrutti è il fil rouge che caratterizza anche la maggior parte della lunghezza del viale del Tirreno.   Via delle Querciole  Anche i marciapiedi di questa strada densamente popolata e che sfocia proprio davanti al Bagno dell'Aeronautica, sono impraticabili tant'è che i turisti ma soprattutto i residenti, assieme ai loro bambini, preferiscono camminare in mezzo alla strada.  «Vedete queste mattonelle? - ci dice una residente - d'estate sono pericolose perché chi passa di qui con gli infradito o le ciabatte per il mare rischia di taglairsi mentre d'inverno questi marciapiedi diventano una sorta di pantano e si rischia di lasciarci le caviglie perché tutte queste piastrelle di marmo divelte assieme alle buche, vengono sommerse dalle pozze d'acqua piovana e sono un pericolo costante».   Viale della Selva  Ha entrambi i marciapiedi sconnessi, pieni di dossi ed avvallamenti. «Due giorni fa un bambino tedesco ci si è slogato una caviglia - ci racconta un residente - ed io ho consigliato ai genitori di portarlo al pronto soccorso e farsi fare un referto per poi denunciare e farsi rimborsare dal Comune». La famigliola tedesca però ha risolto la questione con una borsa di ghiaccio portato dallo stesso residente. In effetti, in questa strada molto frequentata anche d'inverno è molto più facile per i pedoni camminare in mezzo alla strada. «Sì certo - dice lo stesso residente che ha aiutato il bambino tedesco - ma le sembra una cosa normale venire in un posto di villeggiatura e dover camminare in mezzo alla strada perché sui marciapiedi ci si può rompere una gamba?».   Via Girasoli, via Castagni  Queste due strade che si inseriscono direttamente su viale della Selva sono da evitarsi sia che uno vada a piedi o che transiti su una bicicletta, uno scooter o un'auto. Eppure lì ci vivono delle famiglie in maniera stabile, cioè non ci troviamo di fronte alle classiche seconde case abitate solo nei tre mesi estivi. I marciapiedi non ci sono proprio e là dove vi è qualche traccia, sono più pericolosi che altro. Le radici dei pini fanno galle enormi sull'asfalto così come fanno letteralmente scoppiare i cordoli e la pavimentazione dei marcipiedi.  Ci avviciniamo a un residente che sta salendo in macchina con due bambine e ci dice: «Potremmo andare al mare tranquillamente in bici o facendo una bella camminata, ma preferisco prendere comunque la macchina perché le due bambine di 5 e 6 anni sono ancora troppo piccole per usare la bici su queste stade distrutte o per camminare su marciapiedi impossibili».  E siamo d'estate ed in pieno giorno. Il disagio di questi residenti, nei mesi invernali e nelle ore notturne, può solo peggiorare soprattutto per gli anziani e i disabili.

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