La manifestazione
I rom sparsi fra Campo e Agnano
Daniele Benvenuti
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I rom prima di lasciare Colignola Dopo Colignola, hanno occupato l'ex Pellerossa e un terreno della diocesi
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SAN GIULIANO. «I nomadi non hanno lasciato il nostro comune. Si sono spostati da Colignola, sparpagliandosi nelle frazioni vicine. L'allarme sicurezza per noi residenti, quindi, non è purtroppo ancora finito». A parlare sono Manuela Ghelli, titolare di una enogastronomia proprio a Colignola, insieme a Fabio Ragliandi, un abitante del paese. L'ottimismo dei giorni scorsi, dopo il sopralluogo della polizia municipale che aveva constatato come almeno una ottantina di rom avessere lasciato il terreno privato lungo l'argine, sembra infatti ridimensionarsi. I rom, che adesso hanno completamente lasciato il terreno lungo l'argine a Colignola (compresi due ultimi nuclei familiari) si sono riorganizzati in due miniaccampamenti separati, uno ad Agnano e l'altro a Campo. Anche in questo caso occupando alcune aree private attualmente inutilizzate; in particolare l'ex locale Pellerossa di Agnano in via delle Sorgenti ed un terreno di proprietà della diocesi, sempre lungo l'argine, al confine con Caprona. La conferma arriva dal sindaco Paolo Panattoni. «Effettivamente le cose stanno così. Il terreno privato di Colignola è stata completamente liberato. Ma alcuni rom si sono spostati a Agnano e Campo. Nell'ex ristorante Pellerossa sono entrati dai campi, visto che sulla strada esiste un cancello. Per quanto riguarda l'area della diocesi, hanno occupato un terreno a ridosso di una struttura. Adesso - dice ancora il sindaco - si apre nuovamente il percorso fatto per Colignola. Abbiamo già fatto presente ai nomadi che si trovano su un terreno privato. Adesso una volta parlato con la proprietà, potremo provvedere ad una nuova ordinanza di sfratto. Sicuramente - conclude Panattoni - il problema deve essere risolto in maniera definitiva con la collaborazione di tutti». E tornando ai residenti di Colignola, nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo per lo sgombero, che l'allarme è tornato. «La presenza dei rom in paese è ancora forte - aggiunge Manuela Ghelli -. Si vedono girare in bicicletta. Come prima della loro partenza da Colignola. Anzi, sembra addirittura che siano di più. E poi i danni nelle vigne, che prima qui da noi non si erano mai verificati. Non ci sentiamo sicuri. Non è giusto tornare a casa dopo una giornata di lavoro con il timore di trovare qualche brutta sorpresa». Manuela Ghelli rivolge infine un appello a quelle associazioni e alle parrocchie che si sono offerte di ospitare i nomandi: «Gesto lodevole - conclude - ma non basta offrire un campo. Bisogna anche controllare che queste persone poi si comportino bene».
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