Il Tirreno

Pisa

Scuola, ore di fila per avere il posto

Lucia Maffei
Due immagini delle file al provveditorato
◗
Due immagini delle file al provveditorato

Caos agli uffici: 196 le assunzioni, altri cento in attesa di una chiamata

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Giornate bollenti all'Ufficio scolastico territoriale del Miur (ex provveditorato agli studi), dove le nomine di parte del personale della scuola si sono concluse tra le proteste dei convocati per i forti disagi organizzativi. Tutto è cominciato giovedì mattina, protagonisti 196 collaboratori scolastici del personale Ata.  I quali hanno trascorso dodici ore di passione nella sala d'ingresso dell'Ust di via Pascoli per confermare l'entrata in ruolo.  Il caldo e la lunga attesa non scoraggiano chi aspetta da anni di uscire dal precariato, e il vademecum distribuito dalla Cgil ("Alcune informazioni per i neo immessi in ruolo") e l'analogo opuscolo della Uil ("Adempimenti del personale neo assunto con contratto a tempo indeterminato") diventano ottimi ventagli.  Ma qualcuno è rimasto beffato. «All'inizio erano previste 198 immissioni in ruolo per gli Ata di Pisa e provincia - racconta Michelina De Luca, 41 anni, da cinque bidella al Buonarroti -. Poi il ministero ha rettificato e le ha portate a 196. Una notizia sconvolgente per me, che in graduatoria sono proprio la numero 198».  Michelina può solo sperare che due persone davanti a lei rinuncino al posto, altrimenti dovrà accontentarsi di una supplenza annuale.  Secondo i dati Uil, la graduatoria provinciale degli Ata conta 400 persone. Di queste, 196 entrano in ruolo e un altro centinaio riceverà a partire dalla prossima settimana l'incarico di supplenza annuale. «I restanti dovranno cavarsela con le supplenze brevi di tre o quattro mesi assegnate dai capi d'istituto», spiega Rodolfo Sorrenti, segretario della Uil scuola.  A complicare la situazione dei precari Ata storici (cioè di chi ha lavorato almeno 24 mesi in tre anni) c'è infatti la cancellazione della figura dei docenti inidonei all'insegnamento per motivi di salute, costretti a trasformarsi in Ata dalla manovra di luglio e dunque a scavalcare chi attende da anni in graduatoria. «Un'operazione improvvida - continua Sorrenti - che porta a lasciare fuori chi si è meritato l'incarico».  Questi i guai del personale Ata, ma anche i docenti hanno avuto la loro giornata di passione. Ieri mattina infatti la nomina degli insegnanti di sostegno ha fatto slittare al pomeriggio quella dei docenti delle scuole dell'infanzia. Con i conseguenti malumori.  «E' il caos totale, ci trattano come carne da macello», lamenta Laura Zingaretti, insegnante. Un colpo di fortuna l'ha avuto Elena, della provincia di Trapani: «Sono passata dall'Ust per incontrare un'amica e ho scoperto per puro caso che era il giorno fatale della convocazione. In questi giorni mi sono tenuta informata su internet ma non è stato sufficiente, non sapevo di dovermi presentare. Perchè non hanno mandato i telegrammi ufficiali?». Le critiche colpiscono l'organizzazione pratica, ma non il personale dell'Ust.  «La colpa è tutta del ministero, che, a operazioni avviate, invia rettifiche e chiarimenti. Un chiaro sintomo dell'incompetenza della Gelmini», spiega Gabriella Bresci della Flc-Cgil. Le insegnanti dell'infanzia hanno ricevuto la sospirata nomina nel tardo pomeriggio, spartendosi le 40 sedi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa