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STORIE DESTATE
SCONTRINI E SOSPETTI
Giovanni Parlato
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Una signora, nel primo pomeriggio, va al bar di un bagno di Tirrenia e prende un caffè. Oltre alla tazzina, si ritrova in mano lo scontrino fiscale. È il giorno 10 agosto e sono le ore 15.13. Sullo scontrino è riportato il numero progressivo degli scontrini emessi e alla cliente è stato dato il numero 16. "Un po' poco, anzi troppo poco" si deve essere chiesta la signora che ci rimugina. Probabilmente, questa signora fa parte di quei milioni d'italiani tartassati dalla manovra econonica del governo per fare tornare i conti. Ormai, tutti sanno, da stime lette sui giornali, che in Italia l'evasione si aggira intorno ai 120 miliardi di euro: basterebbe fare pagare le tasse a chi evade per risanare il debito pubblico. Insomma, pagano i soliti e i soliti ora stanno più guardinghi, pronti a scoccare la freccia contro i soliti furbi. Così, seppur sotto un nome in codice - Maria P. & friends - scrive a noi, alla finanza e alla proprietà del bar. E racconta, oltre al primo episodio, anche un secondo. Al solito bar del solito bagno, il giorno 12 agosto alle ore 15,36 consuma qualcosa e paga 3 euro. Le viene dato lo scontrino che reca il numero progressivo numero 2. "In effetti è un po' poco", ci siamo chiesti anche noi. Così, per capire meglio ed effettuare un'ulteriore verifica, andiamo anche noi al bar sospettato. Il 22 agosto alle 15.24 prendiamo un caffè e ci viene dato lo scontrino numero 7. Il giorno dopo ritorniamo. In attesa di essere serviti, un signore paga il caffè e gli viene dato lo scontrino e la barista lo dà anche a un bambino di 7-8 anni che compra una bottiglietta d'acqua. Anche a noi viene dato lo scontrino: è il numero 13. «C'è qualcosa che non torna - pensiamo - danno a tutti gli scontrini, anche a un bambino, e i numeri sono bassissimi». Ma, è tutto regolare. Maria P. e suoi amici possono stare tranquilli: non c'è niente di losco. Al bar del bagno Mary di Tirrenia la cassa elargisce scontrini dalla mattina alla sera. E il motivo dell'apparente inganno lo svela Francesco Voltini, un socio della Epe Cosmopolitan Food & Beverage, la società proprietaria, cui abbiamo telefonato. «Se avessimo problemi di agosto - dice Voltini in prima battuta - ci daremmo una revolverata. Ciò detto, il numero degli scontrini rilevati a quell'ora lì è normale che sia così basso. Funziona così: noi al mattino quando apriamo facciamo scontrini fino alle 14.30-15, poi viene fatta una chiusura fiscale e si riparte. La seconda chiusura è a fine serata. Quindi è facilmente dimostrabile giorno dopo giorno. Basta andare a vedere. Lo possiamo dimostrare senza problemi». Poi, interloquendo, l'accento cade sulla crisi. «I momenti sono veramente brutti - commenta Voltini -. In 50 anni non ho mai visto momenti più difficili. In tasca alle persone ci sono veramente pochi soldi. Noi cerchiamo di agire il più correttamente possibile. Non possiamo scappare. La nostra attività non può scappare. Noi siamo alla luce del sole».
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