Proteste
Cappuccino low-cost il cliente risparmia e si serve da solo
Donatella Lascar
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TIRRENIA. «Colazione servita al tavolo? No grazie, faccio da solo».I residenti del litorale o i pisani e i livornesi che vengono qui al mare, ormai non sono più abituati a ritagliarsi del tempo per prendersi un cappuccino serviti dal cameriere. E per i gestori dei bar i motivi sono essenzialmente due: poco tempo a disposizione e voglia di risparmiare non pagando la maggiorazione del servizio. Così i clienti ordinano al banco e poi si portano la consumazione al tavolo da soli prendendo magari il giornale del bar per darci una scorsa veloce e dopo scappano via. «Noi abbiamo scelto di non fare il servizio al tavolo per non maggiorare i prezzi - afferma Fabrizio Porri, uno dei soci del bar la Stazioncina e del Giardino di Poppa -. Al Giardino di Poppa, dove a pranzo facciamo anche ristorante, non facciamo pagare il coperto e il servizio perché, anche in questo caso, si tratta spesso di pranzi veloci dove non c'è tempo per trattenersi al tavolo. Il nostro è un turismo mordi e fuggi e low cost - continua Porri -, solo il 10% dei clienti vuole il servizio al tavolo e per lo più sono stranieri che hanno una tradizione diversa del bar e poi, - conclude Porri -, un cameriere per 8 ore, mi costerebbe minimo 1.200 euro più circa 600 di contributi. Quanto lo dovrei mettere un cappuccino al tavolo per rientrare dalle spese? Minimo tre euro e come faccio, quando ai clienti scomoda pagare il caffè un euro invece che 0,90 centesimi come lo faccio io?». Una tesi confermata anche dal titolare del bar Bollicine. «Mesi fa, - racconta Michael Picchi titolare del bar Bollicine caffè - alcuni clienti si sono lamentati dell'aumento del caffè da 0,90 centesimi a un euro, figuriamoci se vogliono pagare la maggiorazione per il servizio al tavolo. E' la sera il momento migliore per questo tipo di servizio, quando i clienti non devono scappare al lavoro o sono venuti via dal mare e vogliono rilassarsi. A quel punto accettano volentieri di pagare il servizio al tavolo. Durante il giorno vanno tutti di corsa e non lo chiede quasi nessuno». Anche il barista del Tirrenia Doc caffè conferma la tendenza che per lo più sono gli stranieri a chiedere il servizio al tavolo durante il giorno, mentre gli italiani spesso consumano al banco trattenendosi il meno possibile. «A fronte di una richiesta del servizio al tavolo pari al 5% che si può avere nel corso della giornata e soprattutto da straieri, - precisa il barista Luca Retelletti -, la sera ne abbiamo circa il 70% e in questo caso non c'è distinzione tra italiani e stranieri. Credo che sia soprattutto una questione di tempo». Invece, secondo Manuel De Georgio titolare del bar La Loggia, questa tendenza è legata anche alla crisi che stiamo attraversando e che quest'anno si fa sentire più degli anni scorsi. «Noi siamo elastici, partiamo dal concetto che il cliente non vuole pagare il servizio - spiega De Georgio -. Se un cliente desidera il servizio glielo facciamo altrimenti lasciamo che si porti le consumazioni da solo al tavolo anche la sera quando c'è il cameriere. Capiamo che è un momento difficile per tutti e che i soldi la gente ne ha pochi. Il nostro è un turismo low cost e la gente tende a risparmiare dove può eliminando il superfluo».
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