Il Tirreno

Pisa

La poliziotta e le scuse per evitare multe: col telefonino mi grattavo la testa

Barbara Bonanni
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Barbara Bonanni

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 PISA. Un ragazzo sorpreso a guidare l'auto a forte velocità: «ho premuto inavvertitamente il pedale dell'acceleratore mentre stavo starnutendo». Oppre quella di un altro sorpreso col cellulare: «lo stavo usando per grattarmi la testa e non per telefonare».  Sono alcune delle esilaranti scuse raccolte dalla poliziotta scrittrice, Barbara Bonanni, autrice di diversi libri proprio su questo tema e riportate nel corso di una trasmissione su Radio 24 in cui è intervenuto Gherardo Colombo.  L'ex magistrato del pool di Mani pulite, ora impegnato anche in lezioni presso le scuole a sostegno della legalità, ha contattato telefonicamente il sovrintendente Bonanni, da sempre impegnata in lezioni presso le scuole. Lo scopo era di sapere se a distanza di anni gli automobilisti continuavano a inventarsi scuse per la mancata osservanza del codice della strada. E se, rispetto al passato, gli automobilisti sono più attenti alla sicurezza, oggi non perdono l'antico vizio: quello di accampare scuse, alcune inverosimili. Altro esempio: come mai non ha la cintura? «Ho la febbre a 39!».  Sono trascorsi otto anni da quando la poliziotta pubblicò "Lo scusario dell'automobilista", un libro che la fece conoscere al grande pubblico per l'esilarante carrellata di scuse accampate dagli italiani al volante. Libro che venne seguito nel 2005 dal secondo - "La strada, cronache di delitti imperfetti" - e nel 2009 dallo "Scusario dell'automobilista... spesso ritornano".

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