Il Tirreno

Pisa

Colignola, ottanta nomadi hanno lasciato il campo Oggi le ultime partenze

D.B.

Non hanno atteso lo scadere dell'ultimatum del sindaco Al momento nessuna certezza sulla loro destinazione

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 COLIGNOLA. L'ultimatum lanciato martedì dal sindaco Panattoni ai nomadi accampati nel terreno privato a Colignola, ha sortito un suo primo effetto. Ieri mattina, infatti, durante il solito sopralluogo, la polizia municipale ha potuto constatare come dei 98 rom censiti il giorno prima, solo una quindicina fossero ancora accampati. Si tratta di tre nuclei familiari, con alcuni componenti che hanno un lavoro, che potrebbero lasciare Colignola nelle prossime ora. Scongiurato, quindi, il ricorso allo sgombero forzato.  «Non ci sono stati nè vincitori nè sconfitti - commenta a caldo il sindaco Panattoni -. La vicenda si sta chiudendo come tutti auspicavamo. Abbiamo compiuto tutti gli atti formali che dovevamo, a cominciare dall'ordinanza di sgombero, fino alla convocazione del comitato dell'ordine pubblico. Ogni giorno la polizia municipale si è presentata a Colignola - dice ancora il sindaco - per ribadire ai rom come lo sgombero volontario fosse l'unica soluzione. Martedì abbiamo compiuto un passo ulteriore, visto anche l'aumento del numero di presenze, indicando un termine perentorio prima dell'intervento delle forze dell'ordine. Il dialogo in questo caso ha pagato».  Quasi una ottantina di nomadi hanno quindi lasciato Colignola nella giornata di martedì, presumibilmente per una meta fuori dalla provincia. Conclude Panattoni: «Questa vicenda deve rafforzare ancora di più la collaborazione tra Comuni. Non si può infatti lasciare ad un solo ente il compito di affrontare il problema. Mi auguro che la riunione convocata per il 20 settembre in Regione su questi temi, possa dare nuova forza all'idea di un coordinamento più ampio».  Soddisfatto per come si è conclusa la vicenda anche il segretario provinciale di Sel Dario Danti. Danti che era stato molto critico sullo sgombero forzato voluto dal sindaco Filippeschi: «Bisogna ripartire dalla conclusione della vicenda di Colignola - dice il segretario di Sel - per aprire una grande discussione sul tema dell'accoglienza diffusa. Discussione che riunisca enti pubblici e associazioni. Vicende del genere devono avere un respiro d'area per soluzioni che, comunque, non possono mai passare da sgomberi forzati. L'accoglienza prima di tutto».

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di Redazione web