Finanza
La Confesercenti chiede interventi contro «le evidenti violazioni di legge»
Spiaggiata, cresce la paura
Tirato in ballo il Parco: spetta alle sue guardie vigilare
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PISA. La preoccupazione per la spiaggiata programmata per domenica a Calambrone è approdata sulla pagina Facebook del sindaco e negli uffici dell'associazione dei commercianti Confesercenti. Così come si diffonde tra gli operatori del litorale il timore per un rave di "fine estate" che già conta migliaia di contatti e promesse di "ci sarò" via web. Del resto, la spiaggiata di Ferragosto aveva lasciato devastazioni e rifiuti oltre ai rischi corsi per gli eccessi di alcol e altro. Se il sindaco per ora non prende posizione a chi su Facebook suggerisce interventi per impedire la festa, la Confesercenti tira in ballo il Parco e chiede che siano le sue guardie a vigilare. «Le spiaggiate? Altro che fenomeno folcloristico - afferma il vicedirettore dell'associazione dei commercianti Giulio Garzella - siamo di fronte ad una serie di violazioni di legge e quindi bisogna intervenire. Magari coinvolgendo le guardie del Parco, visto che Calambrone rientra nelle loro competenze». La richiesta si riferisce anche al fatto che alcune attività turistiche della parte di spiaggia coinvolta sono ricorse a vigilanza privata. «Non credo - dice infatti Garzella - che debbano essere gli operatori a pagare i servizi di vigilanza per controllare che nessuno faccia danni. Il ricorso alle guardie giurate, purtroppo, è una forma di autotutela in assenza di controlli. È bene ricordare che siamo di fronte ad evidente violazioni, a partire dall'ordinanza di divieto di accendere fuochi in spiaggia. Non si può trascurare questo fenomeno anche se limitato ad un solo mese e fare di tutto per contrastarlo. Anche da parte delle guardie del Parco che controllano le spiagge libere per verificare, giustamente, se gli imprenditori hanno qualcosa non in regola. Giusto quindi controllare anche chi non ha alcun rispetto della natura come i frequentatori delle spiaggiate». Altro punto toccato dalla Confesercenti è poi più direttamente di tutela commerciale. «Ammettendo anche - dice - che i frequentatori non facciano danni alle strutture o all'ambiente, è del tutto evidente che qualcuno c'è dietro l'organizzazione. Qualcuno che, nella migliore delle ipotesi, vende alcolici o bibite in maniera totalmente abusiva. Solo per questo bisognerebbe intervenire».
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