Il Tirreno

Pisa

Rom, sgombero entro sette giorni

L’intervento della polizia municipale al campo di Colignola
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L’intervento della polizia municipale al campo di Colignola

Rimasto inascoltato l'ultimo appello ai nomadi per lasciare il campo

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 COLIGNOLA. Niente da fare. Nessun sgombero volontario. Anche l'ultimo e deciso intervento della polizia municipale di San Giuliano è rimasto inascoltato. I circa cento nomadi continueranno a stare accampati vicino Colignola. Ai circa 15 vigili urbani accompagnati dai carabinieri hanno risposto che non hanno intenzione di rimuovere roulotte e tende.  I vigili urbani hanno identificato circa cento nomadi, tutti provenienti dallo sgombero in golena d'Arno a Cisanello. Hanno più volte ripetuto a queste persone di smantellare i rifugi fra i canneti. Ma il confronto è stato aspro. C'erano anche un prete e rappresentanti dell'associazionismo presenti al campo. Ma ogni tentativo è stato inutile a fare valere l'ordinanza di sgombero da un terreno privato firmata il 13 agosto dal sindaco.  L'amminsitrazione sangiulianese invierà al questore il resoconto dell'intervento di ieri mattina e, se non ci sarà a breve termine una soluzione, entro una settimana i nomadi saranno sgomberati dalle forze dell'ordine.  «L'intervento di questa mattina fa seguito a quelli avvenuti quotidianamente e da oltre una settimana da parte degli agenti della polizia municipale», afferma il sindaco Paolo Panattoni il quale sottolinea che «non è nostra intenzione esercitare prove di forza contro nessuno e il nostro atteggiamento di questi giorni lo ha sicuramente dimostrato. È altrettanto chiaro che quel terreno privato deve essere liberato da cose e persone il prima possibile. E che questo deve avvenire, nell'interesse e per la tutela di tutti, in tempi brevi. In modo volontario, come noi auspichiamo, o in maniera coercitiva e con l'ausilio delle altre forze dell'ordine. Vorremmo evitare questa ultima soluzione, ma abbiamo a disposizione poco tempo. Ho letto molte cose in questi giorni sui giornali, alcune con particolare attenzione e vicinanza, ma sinceramente credo che chiunque voleva mettere a disposizione il suo aiuto concreto in questi giorni aveva la possibilità di farlo. Oltre alla solidarietà, abbiamo bisogno di fatti concreti e non più di parole che da sole non possono aiutare i rom. È chiaro a tutti che le carenze finanziarie dei Comuni, drammaticamente peggiorate nell'ultimo anno, non ci permettono di fronteggiare da soli emergenze come queste che in altre occasioni siamo stati in grado di gestire».  Sul caso interviene Daniela Andreotti, segretaria del Pd di San Giuliano, in seguito alla lettera scritta da sei sacerdoti della diocesi pisana. Andreotti ritiene positiva «questa presa di posizione di alcuni membri, anche autorevoli, della chiesa locale, tuttavia ci permettiamo di ricordare che tutte le azioni volte a mitigare l'emergenza umanitaria, la sofferenza di famiglie e soggetti fragili, devono trovare soluzioni attraverso gli strumenti ed i mezzi che possono essere a disposizione. Proprio per questa ragione riteniamo inadatta un'ulteriore permanenza della comunità rom nel terreno di proprietà privata attualmente occupato, situato nella frazione di Colignola. Tutti sanno o avrebbero dovuto sapere che la Regione ha predisposto un piano adeguatamente finanziato per la distribuzione su tutto il territorio toscano al fine di una migliore integrazione delle famiglie rom e dei migranti in genere».  E interviene anche l'Opera Nomadi Toscana criticando i «rimpatri assistiti di 500 euro a persona per tornare in Romania» contro l'integrazione e sostiene che «c'è bisogno di iniziare un nuovo percorso. Il Consiglio d'Europa ha organizzato un summit il 22 settembre a Strasburgo con i sindaci dell'Unione Europea sulle questioni rom. Il summit fa parte della strategia per includere la più importante minoranza etnica dell'Unione Europea: la Nazione Rom. Opera Nomadi Toscana condivide la strategia del Consiglio d'Europa e se ne fa portatrice».

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