Il Tirreno

Pisa

Nautica, è crisi sul mercato interno

Qui sotto, il molo dedicato a Panchetti
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Qui sotto, il molo dedicato a Panchetti

Nell'area dei Navicelli il giro d'affari è di 120 milioni

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PISA. La nautica prova ad uscire dalla crisi, ma ancora non ci siamo. Gli ultimi dati, relativi all'ambito nazionale, sono quelli forniti da Ucina, la Confindustria Nautica, e rivelano uno stop alla contrazione dei fatturati. Il periodo analizzato è quello del primo trimestre 2011. Da considerare che la partenza era pessima, dopo un biennio particolarmente difficile per la nautica da diporto, con un -45% del fatturato rispetto al 2008.  Il segnale di ripresa, da gennaio a marzo scorso, è stato evidente: +3,9% messo a paragone con lo stesso periodo del 2010.  Ma gli stessi responsabili di Ucina invitano a non esultare granchè. L'analisi del risultato, infatti, rivela che se da una parte la fase più acuta della crisi sembra superata, dall'altra il mercato interno continua a soffrire più del dovuto.  La crescita evidenziata nel trimestre deve essere attribuita in larga misura alla forte spinta all'internazionalizzazione data dalle imprese del comparto, che hanno cercato nei mercati emergenti la via d'uscita per compensare lo stallo del mercato interno, che risulta oggi pari a solo il 20% circa dei fatturati globali.  La strada è lunga e questi segnali devono essere quindi ancora consolidati.  L'auspicio è assai sentito nella darsena pisana, con l'area dei Navicelli che rappresenta uno dei motori veri dell'economia locale, considerato anche l'indotto che muove nel resto della provincia e nei territori vicini.  Qualche numero fornito dalla Navicelli Spa aiuta a comprendere la portata del settore: sono 15 le aziende dirette insediate lungo il canale. Circa 350 i lavoratori e gli impiegati, circa 700 i tecnici ed i lavoratori esterni, per un totale che dunque supera le mille unità. Il giro d'affari complessivo è intorno ai 120 milioni di euro.  Grandi nomi della nautica tra gli arrivi più recenti in darsena. Qualche esempio: nell'area della Sviluppo Navicelli, ecco Codecasa e Overmarine. Nell'area del Consorzio Darsena Pisana, l'Esperia Yachts e la Compagnia Interportuale Pisana. Nell'area del Consorzio I Navicelli, Effebi, Benetti Sail Division, Gruppo Fashion Yachts.  Il quadro sulle prospettive esposto all'inizio è il supporto essenziale per gli obiettivi che il contesto complessivo dei Navicelli si è posto per il prossimo triennio.  Sfide e traguardi ambiziosi che la crisi ha frenato e che si cercherà comunque di andare a cogliere o, se non altro, a sfiorare. Prendiamo i cantieri presenti nell'area: nel 2010 erano il 13% del totale regionale. L'obiettivo al 2014 sarebbe di arrivare al 30%. Praticamente si punta a triplicare il numero dei cantieri, per diventare la porzione di territorio con maggiore concentrazione di stabilimenti per la costruzione di mega-yacht dopo quella di Viareggio.  Il numero dei lavoratori ed i livelli di fatturato vanno di conseguenza. Alla fine dello scorso anno il numero dei dipendenti diretti nell'area dei Navicelli era del 12% rispetto al totale toscano. L'obiettivo sarebbe quello di raggiungere al 2014 una quota quasi raddoppiata, ovvero il 22%. E questo grazie al fatto che diverse aziende dovrebbero dislocare parte della loro produzione proprio sui Navicelli, trasferendo personale impegnato ora in altri siti produttivi. E il fatturato? Nel 2010 era il 4% del totale regionale. Il traguardo al 2014 è toccare il 6%. Sempre crisi permettendo.

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