Il dolore
Cantieri, ora spuntano gli americani
Francesco Loi
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A fianco, un momento dellincontro in Prefettura con Galantini, le istituzioni locali e la Cgil. Sotto, lo striscione dei lavoratori dei Cantieri Vertice in Prefettura con il liquidatore per fare il punto sui negoziati in corso
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PISA. Scendono in campo gli americani per il gruppo Baglietto, di cui fanno parte anche i Cantieri di Pisa. E non sono i soli. Dall'estero stanno arrivando diverse manifestazioni di interesse, in particolare dalla Turchia e dalla Cina. E' quanto ha messo sul tavolo il ragionier Federico Galantini, liquidatore del gruppo Baglietto, che si è presentato ieri mattina in Prefettura per fare il quadro. E già questa è una notizia, visto che Galantini, per due volte, aveva dato buca alla Regione. Invece il confronto, a Pisa, c'è stato. Da una parte, appunto, Galantini. Dall'altra, oltre al prefetto Antonio De Bonis, il Comune (con il sindaco Marco Filippeschi e l'assessore Giuseppe Forte), la Provincia (con il presidente Andrea Pieroni e l'assessore Graziano Turini), più la Cgil guidata dal segretario provinciale Gianfranco Francese. Risultato? «Interlocutorio», è la prima risposta. «Almeno abbiamo saputo qualcosa in più di quello che succede», dicono Pieroni e Filippeschi. «Tutte le perplessità restano, sono più le ombre delle luci», è invece la posizione, più radicale, del sindacato. «Di interessi ce ne sono, perchè il marchio è prestigioso e le lavorazioni di qualità», ci ha confermato Galantini. E infatti il ragioniere ha snocciolato i contatti avuti, il frutto del suo lavoro di questi mesi. E' così che sono spuntati gli americani, che secondo alcuni sono quelli della società Bix (nome tra l'altro già circolato all'inizio della vicenda, prima dell'assegnazione a Balducci di Effebi-Overmarine). Su questo elenco di pretendenti però sia le istituzioni che i sindacati vogliono vederci chiaro. E questa chiarezza, al momento, non emerge. «Gli americani fanno produzioni legate alla marina militare, cosa ci combinano dunque con i prodotti dei Cantieri di Pisa?», si chiede fortemente dubbioso Francese. Un'altra voce, poi, riporta che il gruppo turco sarebbe specializzato in barche a vela (in legno), quindi ancora una tipologia differente. Dei cinesi si era parlato in precedenza e si era storto la bocca pensando al fatto che potrebbero essere interessati solo alla componentistica. Da dire che, tra tutti, gli americani sono i soli ad essere interessati all'intero gruppo Baglietto, ovvero ai Cantieri di Pisa, ma anche a quelli di Spezia e Varazze. Mentre negli altri casi, come conferma Galantini, si andrebbe alla vendita "spezzatino" o allo spacchettamento: acquisto unico i nostri Cantieri, con Spezia e Varazze che seguirebbero un altro destino. Poche altre certezze sono emerse dal tavolo in Prefettura, se non che di eventuali interessi russi non si parla più. Un mezzo giallo invece su Giuseppe Balducci: potrebbe tornare in gioco? Con il patron di Effebi-Overmarine hanno avuto contatti sia il Comune che la Provincia. E in entrambi i casi la risposta è stata netta: discorso chiuso. Non è così invece per la Cgil, «perchè in questa storia ognuno gioca la sua partita», ha detto Francese. Dal vertice di piazza Mazzini le istituzioni hanno incassato la garanzia «di essere via via informati degli interessamenti», ha detto Pieroni. «In questo modo - aggiunge Filippeschi - le istituzioni possono essere una sponda anche per i lavoratori rispetto alle loro richieste di essere messi a conoscenza degli sviluppi. Ma ci aspettiamo soprattutto di avere dagli interessati piani industriali e le necessarie garanzie». Resta un punto interrogativo per le istituzioni: quale sarà l'interlocutore, dal momento che, come spieghiamo a parte, Camuzzi vuole togliere l'incarico a Galantini? «Aspettiamo le prossime 48 ore e poi sapremo».
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