Il Tirreno

Pisa

Ticket: prevedibili disagi, ma niente caos

<b>FARMACIE</b> Enrico Morgantini, presidente dell&#146;Ordine provinciale
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FARMACIE Enrico Morgantini, presidente dell’Ordine provinciale

Oggi partono le nuove disposizioni anche nelle farmacie di Pisa e provincia

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 PISA. Oggi è il T-day (il giorno dei nuovi ticket) e potrebbe essere il primo di un bel po' di giorni di passione nelle farmacie e nei Cup. La nuova normativa regionale infatti aumenta la burocrazia, per permettere alle fasce meno abbienti di pagare un po' meno, e quindi le code diventano potenzialmente noiose. Per contenere i disagi serviranno pazienza e un minimo di preparazione.  Che poi consiste semplicemente nel sapere a quanto ammonta il reddito fiscale del nucleo familiare (basta guardare l'ultima dichiarazione dei redditi) oppure l'Isee.  Inoltre l'Asl 5 ha predisposto, nei distretti sanitari, l'accoglienza, con personale adeguatamente preparato, caposala e operatori socio-sanitari a disposizione dell'utenza: saranno in giro ai Cup e risponderanno alle domande della gente. Il numero per chiedere chiarimenti è lo 050-954.296 (Urp, ovvero ufficio relazioni con il pubblico), quelli dell'azienda ospedaliera-universitaria sono: S.Chiara 050.993.177 - 993.178, Cisanello 050 995.391-5285-7230-7225. Il nunero regionale è 055-43.85.901.  Ma torniamo alle farmacie. Non tutto è ancora pronto, ma Enrico Morgantini, presidente dell'Ordine provinciale, invita a non lasciarsi prendere dall'ansia: «I software per calcolare i nuovi ticket sono stati già aggiornati, oggi dovrebbero arrivare anche i totem della Regione per spiegare le nuove misure ai cittadini».  Cosa deve portarsi il cliente in farmacia? «La ricetta, ovviamente. E deve ricordarsi il reddito familiare o l'Isee in modo da poter inserire subito la fascia di pagamento. Poi basta fare una firma: l'autocertificazione è già presisposta». Ma se uno il reddito non se lo ricorda? «A nessuno saranno negate le medicine. Si proverà, con un dialogo fra cliente e farmacista, a calcolare un ammontare possibile, è ovvio che all'inizio sia necessaria un po' di elasticità in caso di bisogno».  Per le deleghe servono documenti di identità? «No, basta che chi si presenta firmi col proprio nome la certificazione del reddito del paziente».  Il dottor Morgantini sa che qualche disagio sarà inevitabile, ma è ottimista: «Riusciremo a superare le conplicazioni, l'importante è che da parte di tutti ci siano tranquillità e voglia di collaborare per minimizzare code e incertezze».  Ma come si preparano le farmacie cittadine al primo giorno di ticket? Sul lungarno Mediceo, alla "Nuova", la gente telefona o entra apposta solo per chiedere informazioni, anche se non deve comprare medicine. I gestori hanno preparato per i clienti dei volantini con una sintesi del prospetto arrivato dalla Regione con tutte le misure; e hanno incollato sul banco l'originale completo. Qui un paio di persone hanno provato a fare provvista di farmaci, ma sono stati scoraggiati dagli stessi medici di famiglia che non possono firmare ricette con prescrizioni valide per un anno intero; allora molti hanno desistito di fronte al risparmio di una sola "tornata" di ticket.  La preoccupazione maggiore dei titolari della farmacia Nuova è che «i medici scrivano bene». E, in parte, è condivisa anche nella farmacia del Carmine, in corso Italia, dove spiegano che fino a una certa classe di esenzione sono gli stessi medici che devono specificare i codici sulla ricetta.  In quest'ultimo esercizio sono in pochi a chiedere informazioni, «ma non ci sono le idee chiare» e forse i clienti aspettano l'inizio ufficiale dell'era dei ticket per provare a orientarsi. Alla farmacia del Carmine non sono arrivati i volantini che la Regione, si diceva, avrebbe preparato, ma «molte mail di spiegazioni» che hanno tolto quasi tutti i dubbi.  La questione più delicata è come comportarsi con badanti e conoscenti che comprano medicine per pensionati e altre categorie di esenti. Sarà lo stesso "delegato" a firmare nell'apposito campo di autocertificazione. Ma in teoria questi potrebbe rifiutarsi, perché non vuole assumersi la responsabilità di dichiarare qualcosa a nome di terzi.  Infine Francesco Pasca, dirigente della farmacia comunale numero 5, appena fuori piazza dei Miracoli, non prevede grossi disagi: «Certo, si allungheranno i tempi, perché nella spedizione delle prescrizioni c'è un passaggio in più e perché dovremo dare spiegazioni». Più che code, ci sarà malcontento: «Chi è felice di pagare di più? E non si risolvono i problemi della sanità». Ma nonostante la stangata del governo, Pasca dà atto a Regione e organi associativi «di aver lavorato bene per fornire ogni delucidazione in tempo». A.Scuglia - G.Campanella ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3

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