Il Tirreno

Pisa

Spiaggiata del 28, la paura dei residenti

Donatella Lascar
Spiaggiata del 28, la paura dei residenti

Una lettera al prefetto: troppo alcol, si rischia sempre di più

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 CALAMBRONE. La spiaggiata che è nell'aria per il 28 29 agosto non è ancora una certezza. Bisogna vedere se poi i giovani che generalmente organizzano e frequentano questi rave party ce la faranno a metterla in piedi visto che non ha una tradizione come quella del 15 agosto. Da parte dei ragazzi continua comunque l'interesse intorno a questa spiaggiata indipendentemente da quanti saranno poi alla fine a festeggiare la chiusura dell'estate. Il percorso è sempre lo stesso: musica, falò e alcol. Quello che è successo a ferragosto è ancora troppo recente per non generare preoccupazione tra chi lavora e vive nella zona davanti all'idea di un'altra possibile spiaggiata.  A tale proposito, è giunta al prefetto una lettera dai toni preoccupati, scritta da Sergio Lorenzini residente a Calambrone. Lorenzini sottolinea la preoccupazione sua e di altri abitanti della zona, ancora scioccati per la nottata di ferragosto e per i danni che ci sono stati nei giardini di diverse abitazioni oltre allo spettacolo indecente che la mattina del 15 era sotto gli occhi di tutti andando sulla spiaggia. Lorenzini fa un appello al prefetto per un intervento risolutore del problema ricordando anche un episodio di due anni fa, quando una ragazza che aveva partecipato ad una di queste piaggiate, venne portata in ambulanza all'ospedale in coma etilico e salvata per miracolo: «Se prima o poi ci scapperà il morto durante uno di questi rave, si tratterà di una morte annunciata che si poteva evitare». Che i livelli di alcol sono elevati in queste spiaggiate lo testimoniano i resti delle centinaia di bottiglie di ogni tipo che nei due giorni successivi a ferragosto sono stati raccolti sulla spiaggia, ma anche il racconto degli agenti della guardia costiera che la mattina del 15 sono andati a bussare a tutte le tende che alle 10 erano ancora piantate sulla spiaggia. Per svegliare molti di questi ragazzi li hanno dovuti scuotere, e ad alcuni i loro amici già svegli hanno tirato delle secchiate d'acqua per farli riprendere.  «Per quanto mi riguarda - afferma Arianna Catastini, titolare della spiaggia attrezzata La Tintarelleria -, mi preoccupo solo che non vengano fatti danni alla mia spiaggia e alle mie strutture. Di quello che poi succede qui accanto, sulla spiaggia libera, non posso preoccuparmene».

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