Il Tirreno

Pisa

NEL 2002 LA SVOLTA

Un buon esempio di sinergia tra enti e privati

Un buon esempio di sinergia tra enti e privati

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Alla base della rinascita del Calambrone circostanze fortunate e la sinergia tra pubblico e privati. «Si è discusso a lungo sul che fare di questi edifici - spiega l'architetto Cristofani - per anni le colonie fasciste sono rimaste in degrado, come volevano i sostenitori della 'ruderizzazione' dell'area. Poi, ha prevalso un'altra linea e via alle costruzioni con nuove destinazioni d'uso, cioè turistico-alberghiera e residenziale».  Nel 2002 il gruppo Madonna acquistò tre colonie e da quel momento si è cominciato a parlare di una visione di insieme. Non è stato semplice mettere d'accordo Regione, Comune, Ente Parco, Sovrintendenza, Provincia e imprenditori. Questi ultimi, hanno dato prova di lungimiranza: una decina di imprese si sono costituite nel Consorzio nuovo Calambrone e il nuovo ente si è assunto il compito di costruire i servizi di urbanizzazione con fognature bianche e nere, l'acquedotto e la rete del gas.  «Non saremo né la nuova Rimini, né la nuova Versilia - spiega Giuseppe Barsotti, presidente del consorzio di imprenditori - Puntiamo sull'offerta di tutto il litorale, da Marina di Pisa a Calambrone, e che ha caratteristiche difficilmente ripetibili: case a due passi dal mare, strutture e servizi di livello. E poi il turismo sportivo: abbiamo già fantastici campi da golf, una scuola di wind surf e di vela, il centro Coni. E l'offerta sarà ulteriormente potenziata».  Si punta ad attrarre turisti ma non solo: il nuovo Calambrone è stato concepito per essere abitato tutto l'anno e invertire l'emorragia di abitanti degli ultimi vent'anni di Pisa. E a quanto pare i nuovi cittadini potrebbero giungere dall'amata-odiata Livorno: gli acquirenti dei nuovi appartamenti, infatti, per ora sono in maggioranza labronici.

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