Il Tirreno

Pisa

Muore mentre va dalla fidanzata

Giovanni Parlato
Massimiliano Manetti e, sopra, alcuni detriti dopo l’incidente
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Massimiliano Manetti e, sopra, alcuni detriti dopo l’incidente

Scontro fatale tra una moto e un'auto, la vittima aveva 39 anni

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 PISA. Un'agonia che si è prolungata per quasi 24 ore. Poi, il suo cuore ha cessato di battere in una stanza di rianimazione dell'ospedale di Cisanello. Troppo gravi le lesioni subite nello scontro della sua moto contro un'auto sulla via Traversagna venerdì pochi minuti dopo le 19. Massimiliano Manetti, 39 anni, residente a Lastra a Signa, stava andando a trovare la fidanzata nel comune di Massarosa quando è accaduto l'incidente.  Il motociclista, in sella ad una Ktm 950, dopo avere percorso la Firenze Mare, era uscito a Pisa nord. Al casello di Migliarino, giunto sull'Aurelia ha svoltato a sinistra. Dopo poche centinaia di metri ha svoltato ancora a sinistra per via Traversagna, la strada più breve per arrivare a Massarosa. Il motociclista percorreva la sua strada quando all'incrocio con via della Bozza, all'improvviso è sbucata una macchina, una C3 guidata da una donna di 35 anni, nata e residente a La Spezia, ma che lavora in una ditta della zona industriale di Migliarino.  L'urto è stato inevitabile. Manetti è stato sbalzato di sella sbattendo violentemente la testa contro il parabrezza dell'auto quasi sfondandolo. È stato questo l'impatto terribile che non gli lascerà scampo tanto da subire una frattura della scatola cranica.  I soccorsi sono stati immediati e l'ambulanza con a bordo Massimiliano Manetti varca la soglia del pronto soccorso alle 19,26. I medici capiscono subito che le sue condizioni sono disperate. È senza conoscenza e ormai in coma. Oltre alla grave frattura alla testa, Manetti ha subito altre fratture e una contusione polmonare.  Mentre i medici a Pisa tentano l'impossibile, sul luogo dell'incidente si reca una pattuglia della polizia municipale di Vecchiano. Di certo, c'è che l'impatto fra la moto e la macchina è avvenuto su via Traversagna, oltre la linea dello stop che delimita via della Bozza da dove proveniva l'auto. I vigili urbani ipotizzano che, vista l'ora e il sole che stava tramontando, la donna possa essere rimasta abbagliata.  Ed era ormai sera quando al reparto di rianimazione sono giunti da Lastra a Signa, Mario e Sandra, i genitori di Massimiliano. Una notte all'ospedale insieme a Caterina, la fidanzata del figlio accompagnata dai suoi genitori. Tutti in attesa di una parola di speranza da parte dei medici. Una speranza, purtroppo, vana. Nella tarda mattinata di ieri le condizioni di Massimiliano sono precipitate e il suo cuore batteva soltanto grazie alle macchine che lo tenevano in vita. Poi, intorno alle 18, la morte. Una tragedia enorme per la famiglia Manetti. «Questo è il secondo figlio che mi muore, l'altro, Francesco, l'ho perso che aveva 26 anni. Mi è rimasta la figlia, la più grande», dice la mamma Sandra raggiunta nella sua casa di Lastra a Signa.  Massimiliano lavorava con la famiglia che ha una ditta di pelletteria. Era questo il suo lavoro cui si dedicava con passione. Aveva conosciuto Caterina e l'altro giorno stava andando da lei.  Infine, la polizia municipale di Vecchiano lancia un appello a possibili testimoni dell'incidente. Ancora devono essere messi a punto alcuni particolari che potrebbero essere chiariti solo da chi potrebbe avere assistito l'incidente.  

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