Il Tirreno

Pisa

Sgombero rom, bacchettate dalla Regione

Vigili urbani impegnati nello sgombero dei rom a Cisanello
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Vigili urbani impegnati nello sgombero dei rom a Cisanello

L'assessore Allocca (Prc) contesta lo smantellamento del campo di Cisanello

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 PISA. In difesa dei rom e contro la politica degli sgomberi attuata dal Comune di Pisa si schierano non soltanto Rebeldìa, Rifondazione comunista e Cobas, che criticano duramente il Comune per le politiche definite securitarie, ma anche l'assessore regionale al welfare, Salvatore Allocca (Prc). «Onestamente - dice - rimango sorpreso e preoccupato da una scelta che rischia di vanificare un percorso, ormai avviato da vari mesi, basato sulla collaborazione tra istituzioni per la ricerca di soluzioni al fenomeno».  «Siamo rimasti sorpresi - prosegue Allocca, sferrando un attacco alla giunta Filippeschi - poiché solamente pochi giorni fa si era riunita per la prima volta la cabina di regia regionale con l'obiettivo di effettuare una precisa ricognizione delle presenze nei campi ed individuare percorsi condivisi per affrontare le condizioni di più forte criticità. La riunione, a cui avevano partecipato i Comuni direttamente interessati alla questione, tra cui quello di Pisa, si era conclusa con la presentazione delle prime ipotesi di intervento per ciascuna realtà e l'affermazione dell'impegno ad individuare una scala di priorità».  «Vorrei sottolineare - ha aggiunto Allocca - come tutti i partecipanti si erano trovati d'accordo nel condividere il contenuto della mozione approvata dall'intero consiglio regionale a febbraio. Mozione con cui era stata evidenziata l'inutilità degli sgomberi, buoni soltanto a disperdere gli occupanti sul territorio e ad aggravare le condizioni di marginalità e di sofferenza di tante persone».  Alla sorpresa si aggiunge anche molta preoccupazione. «In questo modo - conclude Allocca - corriamo il rischio di frustrare l'intervento e l'impegno della Regione che non possono che basarsi sull'attivazione di una fattiva e leale collaborazione istituzionale quale premessa indispensabile alla ricerca della necessaria solidarietà tra i diversi territori ed i diversi livelli di governo».  Ad Allocca risponde il vicesindaco Paolo Ghezzi: «Le linee di azione e la politiche di accoglienza sono condivise a livello di area pisana con assoluta convergenza di intenti da parte dei singoli Comuni. In particolare Pisa e San Giuliano sono tra quei territori da sempre fortemente sollecitati e che anche per questo condividono strategie ampiamente discusse nella cabina di regia regionale. I nostri territori hanno la necessità di gestire percorsi che tendano a ristabilire un giusto equilibrio nelle presenze e che scoraggino, al contempo, nuovi arrivi in grado solo di appesantire il carico di assistenza che da sempre viene garantito. Per questo, se esistono realtà in cui il numero di presenze rom decuplica in pochi mesi e si associa a problemi di ordine pubblico, è inevitabile un intervento che ristabilisca le condizioni di legalità e scongiuri, in perfetta sintonia con il protocollo siglato con la Regione per il superamento dei campi rom, l'insorgere di nuove realtà come quelle dei campi di Oratoio e della Bigattiera».  Alla voce di Allocca si unisce quella di Federico Oliveri, segretario cittadino del Prc: «Così come altri sgomberi ordinati in passato dal sindaco di Pisa, anche quello del campo rom nella golena dell'Arno a Cisanello è una grave violazione dei diritti umani. Non capiamo in che modo l'abbattimento dell'insediamento di Cisanello, con la conseguente trasformazione delle ventisette famiglie rumene che vi abitavano in persone senza dimora, possa contribuire alla tutela dell'incolumità e della sicurezza urbana invocata dall'ordinanza del sindaco».  Dura anche la posizione di Francesco Stea, per il cartello di associazioni Rebeldìa: «A Pisa si è assistito ad un'operazione disumana».  Infine i Cobas criticano la recente direttiva sulla sicurezza voluta dal sindaco Filippeschi: «È offensivo continuare a utilizzare per l'ordine pubblico la polizia municipale, ben sapendo che certe ordinanze sono solo funzionali ad assecondare Confcommercio e qualche immobiliarista».

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