Il Tirreno

Pisa

Bancarelle del Duomo verso lo sfratto

Carlo Venturini
L’ingresso del Museo delle Sinopie transennato e alcuni dettagli del degrado dell’edificio e dei ponteggi arrugginiti
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L’ingresso del Museo delle Sinopie transennato e alcuni dettagli del degrado dell’edificio e dei ponteggi arrugginiti

Devono far posto ai cantieri per restaurare la facciata del Museo delle Sinopie

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 PISA. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e così le bancarelle in Piazza dei Miracoli hanno le ore contate. Ma non per il dettato del decreto Ronchey o per conseguenti disposizioni della magistratura, ma perché deve essere urgentemente consolidata e ristrutturata l'intera facciata del palazzo che ospita il Museo delle Sinopie. E quindi l'intera area ora occupata dalle bancarelle di fronte al Duomo deve lasciar spazio a ponteggi e cantiere.  I tempi sono stretti. L'Opera Primaziale ha mandato una lettera al Comune, alla Sovrintendenza e agli stessi commercianti di Piazza dei Miracoli in cui si avverte dell'urgenza e della indifferibilità dei lavori di rifacimento della facciata che è degradata e ha bisogno anche di un restauro conservativo.  Nessun tipo di intervento è stato per ora possibile per la presenza delle bancarelle ma ormai i tempi non sono più procastinabili.  Il rifacimento della facciata infatti non è solo un maquillage estetico in quanto i lavori coinvolgeranno anche la staticità degli intonaci e di alcune strutture come cornicioni ed opere in pietra.  Se l'Opera della primaziale ha la competenza sull'edificio delle Sinopie assieme all'Azienda ospedaliera universitaria (ex proprietaria dell'immobile), la competenza a decidere come e quando spostare le bancarelle è tutta del Comune ed in parte della Sovrintendenza che può esprimere un parere favorevole o meno al luogo in cui effettuare lo spostamento. «Pur riconoscendo un ruolo socio-economico importante per quelle attività - ha rivelato il presidente della Primaziale Pierfrancesco Pacini - reputiamo gli interventi al museo delle sinopie non solo necessari bensì urgentissimi».  Il fronte interessato dai lavori dovrebbe superare i 50 metri di lunghezza e di conseguenza, le bancarelle da spostare sono la quasi totalità di quelle che insistono su quella parte della piazza.  Insomma, la patata bollente è ora nelle mani del Comune e il sindaco - che sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza - al suo ritorno dovrà consentire alla Primaziale gli interventi e l'apertura del cantiere. Si può immaginare che non sarà facile trovare una soluzione condivisa dagli ambulanti del Duomo e del resto appare quasi impossibile trovare un posto per lo spostamento temporaneo delle bancarelle che possa garantire uguale redditività ai commercianti. Anche se poi il trasferimento dovrà diventare definitivo quando verrà realizzato il progetto di recupero del Santa Chiara firmato dall'architetto Chipperfield.  Ma torniamo al perché degli interventi da fare con urgenza. L'attenzione del visitatore quando entra in Piazza dei Miracoli è attratta dalla Torre ma basta guardare la facciata del Museo delle sinopie per accorgersi che non è di certo in linea con il decoro che dovrebbe avere un sito patrimonio dell'Unesco. Il portone di ingresso del museo è cantierato da almeno 4 anni con i cornicioni decadenti ed infestati di cespugli d'erba che non fanno altro che ingigantire le crepe. Le stesse impalcature fatte di tavolacci di legno e tubi di ferro arrugginiti sono indecenti e necessiterebbero loro stessi di una ristrutturazione. Gli elementi decorativi in pietra della facciata sono ormai l'ombra di se stessi, come gli infissi delle finestre sgretolati e cotti dal sole. Le enormi inferriate delle finestre sono mangiate dalla ruggine per oltre la metà della loro grandezza e così le lancette dell'orologio monumentale. Sulla facciata penzolano decine di metri di cavi elettrici e telefonici. I terrazzini di marmo del piano superiore hanno ringhiere e balaustre totalmente arrugginite così come sono corrose anche le staffe che reggono i pavimenti lapidei delle stesse balconate.  «Abbiamo già tutti i finanziamenti del caso - dice Pacini - ma non voglio entrare nel dettaglio dei progetti di riqualificazione anche se ci troviamo innanzi a lavori urgentissimi». Dalle parole di Pacini si intuisce che c'è dell'altro oltre a ciò che appare ad occhio nudo e comunque la «fotografia» del museo delle Sinopie è già di per se stessa impietosa ed indecorosa.

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