La manifestazione
Muore il direttore della cooperativa Terra
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Giovanni Ciucci in una foto recente e, a destra, in uno scatto degli anni OttantaEra stato nelle Br e coinvolto nel sequestro Dozier, poi si era rifatto una vita
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PISA. E' morto Giovanni Ciucci. Lottava da tempo contro una terribile malattia. Una crisi improvvisa gli è stata fatale. Aveva 61 anni. Grande commozione a Nodica, ma anche in tutta la città, dove era molto conosciuto. E' stato a lungo il direttore generale della cooperativa TerraUominiAmbiente. Nanni, come lo chiamavano i tanti amici, era uno che ce l'aveva fatta. Era uno che aveva una forza incredibile. Era riuscito a uscire dal tunnel delle Brigate rosse e del rapimento Dozier e si era rifatto una vita, anche contro il pregiudizio. Aveva fatto le sue scelte e le aveva pagate. Ma quel Nanni aveva deciso egli stesso di farlo uscire definitivamente di scena e di ripartire. Dalla famiglia e dal lavoro. Questo è il Nanni che ora piangono gli amici. «Era una persona buona, mi dispiace tanto», è il ricordo del sindaco di Vecchiano, Giancarlo Lunardi. C'è una parte della vita di Ciucci che comincia alla fine degli anni Sessanta e che lo porta in Lotta Continua. E c'è Nodica al centro di quel mondo e di quell'epoca che ha contrassegnato largamente anche la storia di Pisa. Lungo la strada provinciale, quelli di Lotta Continua ci capitarono dopo lo sfratto ricevuto in via del Borgo. Il fondo era una specie di garage, stretto tra una villetta e un casale. Giovanni Ciucci faceva il ferroviere, era rappresentante sindacale, uno di quelli che quando c'erano le elezioni prendeva un sacco di voti. Era anche un ottimo giocatore di pallone. Poi il passo verso le Brigate rosse, una volta finita l'esperienza di Lotta Continua nel 1977, e finì nel commando che rapì il generale americano James L. Dozier, sorta di canto del cigno delle Br. Gira un dettaglio, una frase che prima del blitz della liberazione di Dozier sarebbe stata pronunciata dai responsabili dei Nocs. «Facciamo irruzione quando è di turno il toscano (così lo chiamavano quelli dei reparti speciali, ndr), perchè è uno che non spara». E infatti Ciucci non sparò. Quindi l'arresto, il licenziamento dalle ferrovie. Non era nè semplice, nè scontato ricominciare. Ma Giovanni Ciucci ha saputo ripartire. E c'era sempre Nodica al centro del suo mondo. La passione vera per il calcio e per il Pisa, alimentata anche dall'amicizia con don Baldo Batini, parroco di Nodica e cappellano storico della squadra nerazzurra. E poi il lavoro, tanto lavoro. Il suo mondo si trasferisce a Castelnuovo Garfagnana. Fa l'operaio a TerraUominiAmbiente, la cooperativa che ora svolge servizi anche per il Comune di Pisa. Ha una marcia in più, in venti anni arriva ad essere il direttore generale della cooperativa, che anche sotto la sua direzione cresce e arriva a dare quattrocento posti di lavoro. Dicono tutti i colleghi: «Giovanni teneva molto al suo lavoro, ha dato tutto quello che poteva per consentire alla nostra cooperativa di diventare grande». Era in pensione da circa un anno. Negli ultimi tempi, di fronte all'avanzare della malattia, stava ad Avane, in una casa del fratello Claudio. Giovanni Ciucci lascia anche l'altro fratello Francesco, la sorella Maria, i figli Francesco e Massimiliano, le adorate nipotine e la compagna Susanna. I funerali si terranno oggi, alle 15,30, nella chiesa della sua Nodica.
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