Il dolore
PONTASSERCHIO
Uno spiazzo brullo al posto dell'oasi verde
Luciano Bartalini
1 MINUTI DI LETTURA
PONTASSERCHIO. Quella che doveva essere un'oasi di verde perenne si presenta oggi brulla e tristemente arida. Un destino beffardo per quel progetto ambizioso nato per tappezzare il Parco della Pace con un invitante manto erboso. Gli effetti usuranti degli insediamenti annuali dell'Agrifiera hanno poi completato quell'opera dove sole e siccità non sono stati sufficienti. Il tappeto verde innestato su fondo ghiaioso più di quattro anni fa dalla ditta agricola Maurizio Pacini di Rigoli esce ogni anno sempre più malconcio dall'insediamento degli stand e dal calpestio di migliaia di visitatori. Uno scempio che puntualmente mette in allarme soprattutto i residenti ormai abituati a quel primo e innovativo fazzoletto di verde gradito dai tanti frequentatori. Molto dipende sempre dai tempi di intervento con cui l'area viene liberata dalle strutture dopo l'Agrifiera e dal ripristino di quel sistema di irrigazione di cui non sembra ricordarsi più nessuno. Ai cittadini rimane lo spettro di quel manto verde anche a causa del calco torrido di questo inizio estate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google