Sicurezza
Eccidio nazista, inchiesta all'ultimo atto
Daniele Benvenuti
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Una commemorazione di fronte al monumento che ricorda le 69 vittime Ancora due udienze per dare un nome agli assassini della Romagna
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SAN GIULIANO. Due udienze fissate ad ottobre, come ultimo tentativo per individuare i responsabili della strage nazista della Romagna a San Giuliano dove, l'11 agosto 1944, le SS tedesche trucidarono 69 civili. L'annuncio è arrivato direttamente dal sindaco Paolo Panattoni nel corso della cerimonia davanti al momunento che ricorda quelle vittime. La decisione di andare ancora avanti è stata presa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale militare di Roma, Luca Massimo Baiada, a seguito della richiesta di archiviazione della procura militare per tre procedimenti penali riguardanti le stragi naziste (quello della Romagna, appunto, di Moggiona, una frazione di Poppi e di Cutigliano e Pianosinatico). Già fissate anche le date, il 3 e il 10 ottobre prossimi, dopo che il gip ha inviato la copia integrale dei suoi provvedimenti alla Regione Toscana, agli enti locali e alle associazioni della Resistenza e ha chiesto alla procura un ulteriore approfondimento, per non lasciare niente di intentato. «Sarà nostra cura, così come è stato fatto in questi anni - spiega il sindaco termale -, utilizzare ogni strumento a nostra disposizione, affinché non si smetta di cercare e condannare i mandanti e gli esecutori materiali di questo eccidio. Abbiamo messo a disposizione delle autorità inquirenti tutto il materiale da noi raccolto in questi anni e che costituisce l'archivio del "progetto memoria" che stiamo portando avanti in collaborazione con l'Anpi, con le scuole del territorio, con i cittadini e le associazioni che hanno a cuore queste vicende. Abbiamo inoltre attestato la nostra intenzione - conclude Panattoni - di costituirci parte civile nel dibattimento, se ci sarà consentito, per dare giustizia alle vittime della Romagna». L'eccidio della Romagna precede di un solo giorno quello di Sant'Anna di Stazzema, dove i nazisti si macchiarono della strage più spaventosa con quasi 400 vittime civili, fra cui donne, bambini e anziani braccati e trucidati senza pietà. Erano giorni di pesanti bombardamenti alleati su Pisa e Livorno, con centinaia di persone che si erano rifugiate proprio sui monti tra San Giuliano e Nozzano. Il 6 e 7 agosto i tedeschi eseguirono un vasto rastrellamento per catturare gli uomini. Sessantanove prigionieri, che si dichiararono inabili al lavoro forzato, furono chiusi nella scuola di Nozzano, dove le SS avevano stabilito la loro sede e dove i sospetti partigiani o semplicemente i non collaborazionisti venivano torturati. L'11 agosto i 69 prigionieri furono fucilati, e con loro venne trucidata Livia Gereschi, una insegnante che conosceva il tedesco e che aveva tentato invano di salvarli. L'indagine della procura militare ha individuato uno dei massacratori nella persona di Josef Exner, all'epoca in servizio presso la Panzergrenadier Division Reichsfuehrer SS. Exner è imputato di concorso in violenza con omicidio contro privati nemici (cioè civili), con le aggravanti di aver commesso il fatto per motivi abietti, di aver agito con crudeltà verso le vittime, di aver commesso il fatto con premeditazione, dell'essere rivestito di un grado e dell'aver commesso il fatto con armi in dotazione. Ma risulta nato nel 1911, è assai difficile che sia ancora in vita o comunque in grado di affrontare un processo. Tuttavia non era il solo, e il giudice spera che altri complici possano essere identificati e portati in giudizio.
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