Il Tirreno

Pisa

Do you speak english? Sei assunto

Daniele Benvenuti
Anche la conoscenza delle lingue aiuta ad attrarre i clienti
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Anche la conoscenza delle lingue aiuta ad attrarre i clienti

Camerieri o facchini, l'importante è però conoscere le lingue

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 PISA. Do you speak english? Ecco la domanda principale a cui, in queste ultime settimane, deve rispondere chi vuole essere assunto in una struttura ricettiva o in un pubblico esercizio della nostra città. La conoscenza dell'inglese, infatti, è al primo posto tra i requisiti per questo tipo di assunzioni, specie se stagionali.  È la conseguenza del boom dell'aeroporto Galilei che sta riversando nella nostra città migliaia di turisti, prevalentemente stranieri. E prevalentemente di lingua inglese, considerando che anche nel nord Europa quasi tutti la parlano correttamente. Anche lo spagnolo risulta molto richiesto (specie per i baristi), sempre frutto dei voli low cost e dell'apertura di nuovi collegamenti tra Pisa e la penisola iberica.  Insomma, anche se si tratta di lavori a volte di basso profilo, stagionali e con stipendi altrettanto bassi, la lingua diventa determinante.  A confermare questa tendenza è il centro dell'impiego della Provincia, ovvero l'ufficio di collocamento pubblico, che incrocia le domande degli imprenditori con le offerte. Nei settori legati al turismo, a Pisa città i requisiti per una assunzione sono l'esperienza (basta anche di sei mesi), e soprattutto la conoscenza dell'inglese e dello spagnolo; nella zona di San Miniato e Volterra, invece, il tedesco è la prima lingua richiesta.  Non a caso le associazioni di categoria si stanno attrezzando con corsi di inglese. «Sono stati presi d'assalto - spiega Valentina Cesaretti, direttore del Cescot Confesercenti -. È evidente che le figure professionali tradizionali come ad esempio barristi o camerieri adesso hanno bisogno della lingua per avere più possibilità di impiego. Ma non solo nelle strutture ricettive la lingua diventa fondamentale. Ad ottobre - conclude Cesaretti - si sta per esaurire un corso in inglese specifico per addetti al commercio».  Sulla stessa lunghezza d'onda Cecilia Pellegrinetti, responsabile formazione di Confcommercio: «La nostra città, ad alta vocazione turistica, ha la necessità di offrire un servizio turistico di qualità. Ad oggi abbiamo organizzato cinque corsi di inglese per un totale di 100 persone. Si tratta di lavoratori del commercio e del turismo o aspiranti tali. L'obiettivo, permettere di saper affrontare una conversazione professionale in inglese, è stato raggiunto».  Lingue, quindi, determinanti per un lavoro. Spiega Antonio Veronese, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti: «La conoscenza delle lingue è ormai fondamentale. Specie per una città come Pisa in cui il boom del Galilei ha aperto le porte dell'Europa. Un cameriere con conoscenze medie delle lingue è ormai facile da trovarsi, considerando anche che nel centro storico i menù dei ristoranti sono tutti multilingua; più complicato il livello superiore, che unisca conoscenze di più lingue (russo e cinese) con capacità di accoglienza specifiche».  La conoscenza, migliore possibile, di una lingua è quindi lo strumento vincente per chi cerca lavoro. Strumento che stanno utilizzando anche giovani stranieri. «Sono sempre di più - spiega Marzio Benedetti, titolare dell'Hotel Duomo - gli stranieri che si offrono nelle nostre strutture. Conoscono comunque bene l'italiano e poi sono madrelingua. Meglio, magari, di giovani appena usciti dalle scuole che hanno conoscenza ancora base delle lingue».

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